Sempreverde appartenente alla famiglia delle Labiate, il rosmarino cresce ormai dappertutto.

E’ un arbusto alto circa due metri, dotato di molti rami affastellati, con foglie piccole, lineari, di colore verde scuro e argenteo. Ha un odore intenso di canfora e di incenso, il sapore è aromatico ed astringente. Se ne utilizzano le foglie durante tutto l’anno. L’olio contiene canfora, borneolo, pinene, cineolo, saponine, colina.

Nell’antica Grecia, chi non poteva procurarsi l’incenso bruciava il rosmarino.

Nel 14° secolo, la regina di Ungheria, settantenne, anziana e ormai piena di acciacchi, si dice avesse ritrovato la salute e la bellezza, tanto da essere chiesta in sposa dal re di Polonia, grazie a un’acqua che prende il suo nome a base di rosmarino, lavanda e menta.

Nel Medioevo veniva usato per scacciare spiriti maligni durante gli esorcismi; per secoli fu utilizzato come fumigante per disinfettare le stanze dei malati. Rametti di rosmarino venivano posti nei cassetti della biancheria, negli armadi per profumare e tenere lontane le tarme.

Per la sua azione rinforzante della memoria è ritenuto la pianta del ricordo, come dice Ofelia nell’Amleto: “Ecco laggiù il rosmarino, la pianta del ricordo.”