Profumo, riflesso delle società: il trend bio

il trend bioIn questi ultimi anni va sempre più crescendo nell’opinione pubblica la sensibilità verso le problematiche relative all’ambiente in cui viviamo e l’attenzione alla salute e al benessere del pianeta e dei suoi abitanti. Termini come “biologico” e “bio” entrano prepotentemente nel nostro quotidiano e si concretizzano in vari aspetti: dall’alimentazione all’architettura, al settore farmaceutico, all’edilizia ecc., il rispetto per l’ambiente rappresenta l’obiettivo centrale delle discipline che attuano e presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema. Conciliare e integrare attività e comportamenti umani con l’ambiente e i fenomeni naturali è la premessa obbligatoria per realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura. Questo impegno si manifesta anche con la realizzazione di packaging ecosostenibili nei materiali e nei dettagli per un sempre maggior numero di prodotti, al fine di ridurre al minimo i materiali di scarto, i rifiuti e il consumo di acqua.

Ma cosa motiva una tale trasformazione?

Innanzitutto una sempre più diffusa consapevolezza ecologica e una nuova coscienza “economica”, e poi un desiderio di riavvicinamento alla natura. La tecnologia, che entra in misura sempre maggiore in tutti gli aspetti della nostra esistenza, e la realtà virtuale in cui ci troviamo sempre più immersi, generano nell’uomo il desiderio di riscoprire e riavvicinarsi alla natura sia per cercare evasioni, sia per trovare nuove soluzioni al proprio benessere: l’aspetto salutistico sta agendo da catalizzatore nello sviluppo e nella diffusione del concetto “bio” nell’opinione pubblica.

In questo contesto, l’applicazione al campo cosmetico si rivela imprescindibile. E le nuove iniziative non tardano a manifestarsi, con l’introduzione di numerose linee di igiene e cura personale che trasformano il movimento in un vero e proprio stile comportamentale della bellezza.

Bio” non significa solamente naturale ed è importante operare una distinzione tra “prodotti biologici” e “prodotti con ingredienti biologici”. Definire procedure e standard diventa una necessità non solo industriale ma etica.

In assenza di regolamentazioni internazionali o governative, l’esigenza di una certificazione da un ente terzo indipendente trova risposta nelle iniziative normative volontarie di CCPB e ICEA, organismi ai quali possono aderire i produttori per ottenere le relative certificazioni, garantendo il rispetto di sostanziosi impegni e investimenti: integrità dei prodotti, raggiungimento e mantenimento di una qualità adeguata, controllo e contenimento delle contaminazioni, adeguati sistemi di produzione, protezione e igiene.

Ne consegue:

– una trasformazione della catena produttiva in cui tutte le fasi (produzione, trasporto, stoccaggio) devono svolgersi in ambiente separato e con materiali idonei a non alterare le sostanze contenute;

– un approccio diverso all’approvvigionamento dei componenti e alla concezione dei prodotti, prevedendo la presenza di minimo 95% di ingredienti di origine naturale e minimo 10% di ingredienti “bio”.

Con prodotti “naturali si intendono i prodotti vegetali provenienti dalla produzione agricola e dalla raccolta spontanea, e con “di origine naturale i prodotti naturali ottenuti solamente dai processi chimici elencati in una severa lista. Inoltre per ingrediente biologico si intende un ingrediente proveniente dalla produzione agricola vegetale conforme al Reg. CE 834/2007; in ogni caso non è permesso l’irraggiamento con radiazioni ionizzanti, né il ricorso a OGM o loro derivati.

L’ultima frontiera del “bio” si concretizza nella fragranze alcoliche, con il lancio della linee Honoré des Prés e Testa Maura, guidate dalla volontà di proporre ai consumatori una nuova generazione di prodotti che rispecchi lo spirito “eco-consapevole” dei nostri tempi.

Nuova Generazione, nuovi prodotti…nuove materie prime! Le aziende produttrici sviluppano una nuova concezione di componenti per la profumeria: identificazione di fonti di produzione locale, garanzia della qualità e della performance delle essenze naturali, tecnologie avanzate: nasce una nuova paletta olfattiva.

Che ne pensano i creatori di profumi? Il bio nell’alcolica rappresenta una nuova sfida? Esiste un reale interesse olfattivo nell’uso dei nuovi oli essenziali bio? Le regolamentazioni inerenti al concetto stesso, aggiunte alle normative in essere per la composizione di fragranze possono rappresentare un stimolo alla creatività? Quali innovazioni olfattive si possono prospettare?

Circola voce che un’azienda australiana sia in procinto di commercializzare una linea di cosmetici e fragranze così “bio” da potersi mangiare e bere… il cerchio si chiude: diventeranno l’Acqua Mirabilis del 21° secolo ?