Tante rose… un unico odore? Ci sono differenze tra le molte varietà di rose usate in profumeria?

I greci consacrarono la rosa a Venere, dea dell’amore. Epicuro la coltivava nei propri giardini e affermava che cogliere una rosa al mattino era una delle più grandi gioie della vita. La poetessa Saffo le donò l’appellativo di regina dei fiori. I romani la utilizzavano per aromatizzare il vino e i sorbetti. Nell’era cristiana fu dedicata alla Madonna e alcune preghiere ne hanno derivato il nome, come ad esempio il rosario.

Gli olii essenziali utilizzati in profumeria e in cosmetica da tempi immemorabili provengono dal trattamento della rosa centifolia e della rosa damascena. Fu durante il 1500 e il 1600, con il proliferare dei commerci fra l’Oriente e il nord Europa, che si introdussero molte specie di rose e si costituirono tante varietà. E’ infatti in questo periodo che, in Olanda, si svilupparono le coltivazioni della rosa centifolia (formata da geni di rosa gallica, moscata, canina, damascena). E’ conosciuta e coltivata in Francia (oggi quasi esclusivamente nella regione di Grasse) fin dal 1596 e nota anche con l’appellativo di rosa di maggio: una varietà così preziosa da essere trattata solo tramite estrazione e con una resa dell’assoluta particolarmente limitata, dall’1,5 al 2%.

Le rose turca, indiana, egiziana, bulgara e del Marocco hanno come provenienza botanica la rosa damascena (o rosa di Damasco) ma le diverse condizioni climatiche e geologiche dei luoghi di coltivazione conferiscono tonalità olfattive diverse e quindi molto interessanti per la creazione.

A detta degli esperti, come ci raccontano Luigi Cristiano e Gianni De Martino nel loro libro “Viaggi e profumi”, ci sono solo due posti della terra dove i fattori ambientali sono veramente ideali: la valle di Isparta in Turchia e la valle di Kazanlik (che significa “paese dell’alambicco”) in Bulgaria.

Fiore particolarmente caro a Maometto, la rosa è molto amata in tutti i paesi di cultura musulmana: i viandanti vengono accolti con libazioni di acqua di rose in segno di benvenuto.

Tante altre qualità di rose presenti in natura non sono idonee alle estrazioni tradizionali, come distillazione ed estrazione con solventi volatili, ma rilasciano un profumo così particolare da essere colto e interpretato tramite la tecnica dell’Head Space.