nardo

Il nardo indiano, o Spikenard, si trova ancora occasionalmente in commercio. È una piccola radice, lunga da 3 a 8 cm., dalle fibre molli, marrone chiaro, di un odore gradevole e di un gusto aromatico amaro.

In India se ne conoscono da secoli le virtù tranquillanti. Un’infusione della radice viene utilizzata in caso di crisi isteriche, palpitazioni, menopausa ed in varie malattie nervose, come la depressione.

L’olio essenziale, ottenuto dal rizoma, ha un effetto tranquillizzante e viene utilizzato in profumeria per massaggi sulla testa o bruciato come incenso.

Il nardo è stato portato in Terra Santa, proveniente dalle montagne dell’Himalaya, in contenitori sigillati di alabastro. Quando un ospite di riguardo giunge in visita, il padrone di casa dimostra di esserne onorato rompendo il contenitore di nardo e ungendo l’ospite.

Nelle Sacre Scritture viene utilizzato nella preparazione di olii medicinali e nella cura dei capelli.
Lo ritroviamo nel Cantico dei Cantici di Salomone. “Mentre Gesù a Betania, in casa di Simone il lebbroso, è seduto a cena giunge una donna che ha una scatola di alabastro di unguento di nardo e versa l’unguento sul suo capo”. (Mc. 14, 3).

Gli Ebrei e i Romani utilizzano il nardo nella sepoltura dei loro morti. Ecco perchè Gesù ha detto della donna che gli ha versato l’olio prezioso di nardo sul capo: “Lei sta ungendo il mio corpo per la sepoltura” (Mc. 14,8).