olio di oliva

Olea Prima omnium arborum est – L’olivo è il primo di tutti gli alberi.

L’origine dell’olivo coltivato è molto dibattuta: da un lato si conosce l’oleastro, arbusto spinoso che dà frutti piccoli, poco utili all’uomo, diffuso nell’ambito mediterraneo. D’altro lato si pensa che fin dall’età del rame (4000 a.C.), nella regione a oriente del Mediterraneo, possa essere stata selezionata una varietà a frutti grandi e carnosi, derivata da ibridazioni tra olivi africani ed orientali.

Il frutto dell’olivo venne immediatamente utilizzato a scopi alimentari. L’olio, tratto dalle olive con metodi ancora piuttosto rozzi, è utile in vario modo: come alimento, unguento e per alimentare  lampade. La stessa arte della medicina è principalmente basata sull’uso di unguenti da applicare sul corpo o anche da assumere. L’olivicoltura si sviluppa in una regione compresa tra la Palestina, Creta e l’Egitto poi diviene importantissima nella Grecia antica. Esiste una testimonianza della presenza di olivi fin dal 14° secolo a.C. nell’area di Micene. L’ampliamento delle aree coltivate a olivi è prepotente in tutta la penisola greca. L’importanza di questa coltivazione si vede dalla presenza dell’olivo nella mitologia e nella letteratura.

La produzione olearia greca, assieme a quella fenicia, si diffonde nel Mediterraneo, trasportata mediante anfore e otri in pelle. Ogni comunità greca del Mediterraneo utilizzava un diverso tipo di anfora, in modo tale che sui mercati si potesse immediatamente riconoscere la provenienza della merce.

L’olio di oliva ebbe un ruolo importante anche nello sport. I giovani atleti che frequentavano le palestre, i ginnasi e i bagni, numerosi in tutte le città, venivano massaggiati con olio. Alcuni funzionari erano incaricati di distribuire l’olio nei luoghi dove si praticava sport in Grecia e, solitamente, la cassa comunale pagava le spese.