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Il suo fu un regno di pace e di prosperità. Per prima cosa si dedicò
al restauro di tutto ciò che era stato distrutto o lasciato all’incuria durante il periodo degli Hyksos: “Io ho ripristinato ciò che era in rovina, ho terminato ciò che era rimasto incompiuto quando gli Asiatici erano ad Avari e i barbari in mezzo a loro, e distruggevano ciò che era stato fatto perché governavano nell’ignoranza di Ra, e il principe Apopi scelse come suo signore soltanto Seth “.
L’iscrizione è nel tempietto costruito dalla regina a Beni Hassan. I collaboratori che si scelse furono di primissimo ordine, primo fra tutti il principe Senmut, uno dei più grandi architetti dell’antichità, che costruì per la sua sovrana forse il più bello e raffinato di tutti i monumenti egizi: il grande tempio di Deir-el-Bahari. Benché ispirato al vicino tempio di Montuhotep, più antico di cinque secoli, è una costruzione del tutto originale.
La bella regina fu particolarmente felice del suo monumento nel quale fece incidere, oltre che i suoi mirabolanti fasti prenatali e infantili, anche le sue effettive imprese. Nel nono anno di regno del “re” Hatshepsut, cinque grandi vascelli con un ricchissimo carico di merci di scambio, al comando del tesoriere Nehesi, salparono da Tebe, sboccarono nel Mar Rosso e da qui giunsero sulla costa somala. Da due secoli non si vedevano navi egizie da quelle parti e l’avvenimento fu dunque per gli indigeni una gradevolissima sorpresa: scambiate le mercanzie e colmate le stive di preziosi prodotti esotici, di interi alberi di mirra, le cinque navi presero la via del ritorno.
L’approdo a Tebe fu un avvenimento memorabile. Hatshepsut, offerto al tempio di Amon un ricco tributo di avorio, mirra, incenso, profumi, ordinò che gli alberi di mirra fossero trapiantati sulla terrazza del suo tempio a Deir-el-Bahari: “Come il dio mi ha ordinato, io ho fatto per Lui un angolo di Punt davanti aI Suo Tempio, abbastanza grande perché Egli possa passeggiarvi”, uno splendido giardino in pieno deserto. Nel trentesimo anno della sua « designazione al trono », Hatshepsut spedì Senmut ad Assuan perché le approntasse due obelischi da porre nel santuario di Karnak. Con un exploit degno di memoria, i due monoliti, forse i più perfetti ed accurati di tutto l’Egitto, furono cavati, trasportati, scolpiti e messi in opera in soli sette mesi. Alla sua morte nel ventunesimo anno di regno, il suo sarcofago fu posto nella Valle dei Re accanto a quello del padre Tuthmosis I.