05 maggio 2013
Sua Maestà Il Profumo 
06 aprile 2013
Profumi di primavera... 
segui Accademia del Profumo su
Segui Accademia del Profumo su Facebook    Segui Accademia del Profumo su Twitter
Segui Accademia del Profumo su Pinterest    Segui Accademia del Profumo su YouTube    Segui Accademia del Profumo su Instagram
Iscriviti alla Newsletter
i campi sono tutti obbligatori
Nome:
Cognome:
E-Mail:
informativa sulla privacy >>

Informativa sulla privacy

L'indirizzo e-mail inserito sarà custodito nel rispetto dei principi della normativa sulla privacy e sulla sicurezza nel trattamento delle informazioni e verrà utilizzato da Unipro e dagli enti ad essa collegati quali Unipro Servizi Srl unicamente per sottoporre informazioni sulle proprie iniziative e sui propri servizi. In qualsiasi momento è possibile rivolgersi ad Unipro - inviando una mail al seguente indirizzo privacy@unipro.org oppure telefonando al numero 02.28.17.73.1 per esercitare diritti di accesso, rettifica, opposizione al trattamento riconosciuti dalla normativa sulla privacy. Relativamente al diritto di fare cessare gli invii e-mail di informazioni sulle nostre iniziative, si tenga conto che in ciascuna comunicazione sarà previsto un apposito link che consentirà di cancellarsi agevolmente dalla lista di distribuzione.

X



Etruschi

Anche gli etruschi usavano diffondere il profumo di varie essenze odorose negli ambienti, utilizzando contenitori chiamati thymiaterion (che significa incensiere, brucia profumi). Thymiateria etruschi venivano realizzati generalmente in bronzo, ma anche in legno, bucchero, ecc…
Sono raffigurati in diverse pitture tombali, come la tomba dei Giocolieri a Tarquinia e la tomba della Scimmia a Chiusi: in entrambe le scene il thymiaterion è tenuto in equilibrio sulla testa della danzatrice, come a legarne l’utilizzo nell’ambito delle danze e dei giochi.

Testimonianze del collegamento del thymiaterion alla sfera rituale ci vengono invece da un rilievo chiusino; due thymiateria di tipo tardo-arcaico sono poggiati su are sacrificali: si tratta in questo caso di riti funebri. Esistono esempi in iscrizioni che definiscono i thymiateria “offerte” alla divinità Thufltha. E’ attestata anche da fonti letterarie la pratica della libanomantica (previsione del futuro grazie all’osservazione del fumo dell’incenso) da parte dei sacerdoti etruschi.

L’incensiere apparteneva anche alla serie degli oggetti più strettamente legati all’uso conviviale: ciò è testimoniato in primo luogo dalla rappresentazione del thymiaterion nelle scene di banchetto di un cippo chiusino (tomba Golini I di Orvieto) e secondariamente dal fatto che di norma gli incensieri erano pertinenti a corredi funebri femminili, legando in tal modo la donna alla sfera del quotidiano e del banchetto.