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storie di nasi




Olivier Polge e Christopher Sheldrake: il team creativo di Chanel

Christopher Sheldrake è un inglese nato in India che deve alcuni dei suoi segreti alla città di Madras, dove passa i primi sette anni della sua vita. In seguito, l’infanzia e l’adolescenza a Londra gli portano nuove immagini. Si indirizza all’architettura, ma un soggiorno di studio in Francia lo conduce a utilizzare diversamente il suo gusto per le scienze e per l’arte della costruzione.

Da Charabot a Grasse, dove fa uno stage di tre mesi, si appassiona alla “storia e alla vita propria delle materie prime”. Al suo ritorno in Inghilterra, lavora da Robertet che lascia nel 1980 per raggiungere una prima volta Jacques Polge presso Chanel. Alla fine del 1982 approda a Quest per “fare nuove scoperte” e collaborare con Serge Lutens.

Sogna di creare un giorno una scia trasparente, “il profumo di un’orchidea respirata a distanza o la presenza fresca e fruttata della fresia.”  Viene catturato dalle fragranze avvolgenti, “dagli odori confortevoli, dalle note sensuali, dal profumo della pelle.”

E poi un giorno sogna di lavorare di nuovo con Chanel, dove il 1° dicembre 2005 assume la carica di direttore ricerca e sviluppo del laboratorio profumi e ritrova Jacques Polge. Ne parla con grande ammirazione: “con Jacques si lavora veramente insieme. Ciascuno ha la propria esperienza e il suo campo olfattivo. E’ una vera ricchezza averlo rincontrato”.

 

Nel 2013, Olivier Polge si ricongiunge al padre Jacques e a Christopher Sheldrake per affiancarli nel team creativo della Maison Chanel.

Ci sono storie come questa, storie di persone che non possono sfuggire al proprio destino. 
In una Maison in cui è fondamentale perpetuare la bellezza e creare formule senza tempo, il concetto di eredità ha un significato particolare:  il patrimonio delle composizioni, il patrimonio di Gabrielle Chanel e dei creatori della Maison, in una sintassi di stile unica. Olivier Polge ha sempre avuto forte consapevolezza di questa responsabilità. Aveva solo 4 anni quando suo padre Jacques succede a Henri Robert come creatore delle fragranze per Chanel. Ma le fragranze non sono ancora al centro dei desideri di quel bambino. Sono probabilmente entrate a far parte della sua infanzia e del suo inconscio, ma i desideri di Olivier mirano altrove.

Il giovane studente di storia dell’arte sogna un’attività artigianale. È appassionato di musica classica, ogni giorno suona il pianoforte. Senza sapere esattamente quale direzione prendere, prende informazioni su una scuola di design a Parigi, specializzata nelle arti creative e applicate, dove spera di trovare la sua vocazione. Ma prima ancora di dedicarsi a questo, i suoi piani prendono una piega inaspettata. Durante gli studi, in estate lavora nel laboratorio di fragranze Chanel. Trascorre le sue giornate di fronte a una bilancia, pesando assoluti ed essenze, e studiando le molecole che ne compongono le formule. Si meraviglia di fronte alle metamorfosi a cui gli ingredienti sono sottoposti. Scatta qualcosa. E se questi pochi grammi di concentrato nascondessero la materia che Olivier sta cercando di trasformare? Per scoprirne di più, inizia una formazione presso Charabot a Grasse, la stessa Maison in cui il caso vuole, Ernest Beaux, creatore di Chanel N°5, trascorse un anno prima di entrare in Chanel. In fabbrica, macina i baccelli di vaniglia e innaffia il muschio secco della Yugoslavia, sviluppando innumerevoli e preziose abilità che lo legano sempre più al mondo delle fragranze. Trascorre poi due anni imparando le basi della composizione in una piccola società di Ginevra, viene assunto da IFF presso la sede di New York.

Dalla libertà della composizione da lui sperimentata all’inizio, inizia a scoprire la realtà del mercato, le esigenze dei consumatori e la competizione tra le varie società. Inizia a creare le sue prime fragranze, i suoi primi successi. Tornato a Parigi, Olivier esce dall’ombra. Attraverso lodi al cuoio e omaggi al patchouli, ottiene rispetto e ammirazione dai competitor e dal pubblico. Nell’ottobre del 2013, Chanel gli propone di entrare a far parte dei laboratori in cui tutto ha avuto inizio. Questa Maison di cui crede di conoscere ogni aspetto, gli aneddoti segreti e le formule dimenticate che hanno pervaso la sua memoria. Ma il suo senso di meraviglia di fronte a questa arte della profumeria e alla piena padronanza della creazione dall’inizio alla conclusione, supera le sue aspettative. Ritrova ingredienti talmente rari e preziosi che non aveva più avuto modo sentire da oltre 20 anni. Riscopre il lavoro che si cela dietro questa inimitabile meccanica del lusso chez Chanel.

Prima di lasciare l’incarico precedente, firma alcune creazioni tra le quali:
Diesel Only the Brave (in collaborazione con A. Massenet, C. Benaim e P. Wargnye)
Balenciaga Paris
Balenciaga Florabotanica (in collaborazione con C. Herault)
Jimmy Choo
Lancôme La vie est belle (in collaborazione con A. Flipo e D. Ropion)
Paco Rabanne Invictus
Repetto

Per Chanel ha finora creato:
Chance Eau Vive
Misia (collezione Les Exclusifs)