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storia del profumo




Il 19° secolo: da retrobottega a casa di profumo

Nel 1800, da semplici attività artigianali - spesso confinate nel retrobottega delle barberie - nascono Case di Profumo che diffondono i loro prodotti sul territorio nazionale ed estero.

Alcuni tra i nomi più importanti sono:

  • Ai Colli Fioriti (Milano)
  • Bertelli (Milano)
  • Bortolotti (Bologna)
  • Puglisi & Manara (Palermo)
  • Saccò & Borsari (che nel 1900 si scinderà in Borsari & Figli e Borsari & C.) (Parma)
  • Satinine (Milano)
  • Paglieri (Alessandria)
  • Valsecchi & Morsetti (Milano)

Tutte queste Case hanno avuto diffusione nazionale.

Paglieri

La Casa di Profumo Paglieri nacque ufficialmente nella seconda metà dell’Ottocento ad Alessandria ma l’attività profumiera della famiglia Paglieri aveva preso avvio agli inizi del 1800 in un laboratorio di Piazza Vittorio Emanuele.

Per più di cinquant’anni i clienti furono gli stessi alessandrini che gradivano le creme, le ciprie e i profumi che la famiglia Paglieri produceva quasi in esclusiva per i propri concittadini. Nel 1876 Ludovico Paglieri, nipote del fondatore, intuendo che i tempi erano maturi, sviluppò l’azienda distribuendo i prodotti oltre i ristretti limiti della città, in tutta la regione, e quindi in tutta Italia.

La popolarità della Casa giunse dopo la prima guerra mondiale, quando il profumo divenne elemento indispensabile per la toilette delle signore e il mercato tendeva a estendersi anche ai ceti popolari. Celebre fu l’Acqua di Marengo che la famiglia Paglieri produceva già nell’Ottocento, mentre il successo nazionale fu suggellato nel 1926 con il lancio del talco in polvere Felce Azzurra, marchio in seguito attribuito a tutta una linea di ciprie, profumi e creme.

La Casa di Profumo Paglieri divenne popolare anche per le ciprie che produceva in grande quantità: Velluto di Hollywood e Felce Azzurra furono i marchi di maggior successo nel periodo 1940-1950 sui quali maggiormente puntò Paglieri, tanto che il calo d’interesse per questo tipo di cosmetico negli anni 1960 causò un vero choc per la Casa.

La produzione di profumi, in tanti anni di esistenza, fu varia e seguì le mode e le esigenze dei consumatori, senza guizzi o soluzioni avventuristiche da parte della ditta. I prodotti Paglieri erano spesso proposti in vesti eleganti e accattivanti: emblematico fu il tappo a forma di corolla che caratterizzò buona parte della sua produzione profumiera. Oltre a Felce Azzurra, nacquero Fior di Loto, Acqua Gaia, Paradiso Perduto, Fruscio di veli.

Unico “incidente di percorso” della ditta fu la commissione di un manifesto pubblicitario, subito dopo l’ultima guerra, a un artista di fama, Boccasile, che interpretò i Profumi Paglieri disegnando una figura femminile a seno nudo che scosta una coltre di fiori. L’immagine ebbe vita travagliata: subì censure e rimaneggiamenti, per poi divenire una rarità oggi molto ambita dai collezionisti.

Paglieri è ancora attiva, con una produzione del tutto nuova e uno stabilimento in provincia di Alessandria. È una delle poche aziende di profumeria italiana, di antica origine, che ha superato indenne gli anni 1970 sapendosi adattare nel tempo alle esigenze dei consumatori.

Paglieri

Poster pubblicitario per le ciprie e i profumi Paglieri (1946)   Biblioteca Paglieri(1950)   Brillantina e colonia Felce Azzurra
   
Confezione Paglieri Borotalco   Confezione regalo Paglieri   Fauno(anni 1930 - 1940)
   
Felce Azzurra - Brillantina solida (anni 1930 - 1940)   Fior di Loto, abat-jour (anni 1940 - 1950)   Fior di Loto (anni 1940 - 1950)
   
Fior di Loto, cipria (anni 1940 - 1950)   Fior di Loto, paralume posacenere (anni 1940 - 1950)   Fior di Loto, serie di flaconi (anni 1930 - 1940)
   
Fior di Loto (anni 1940 - 1950)   Fruscio di veli (anni 1940)   Gran Premio (anni 1940)
   
La Felce Azzurra astuccio "merlettato" in bachelite (anni 1930 - 1940)   Felce Azzurra,confezione (anni 1930-1940)   Manifesto pubplicitario per i prodotti Paglieri (1949)
   
Manifesto pubblicitario per Felce Azzurra (1948)   Paradiso Perduto (anni 1930 - 1940)   Paradiso Perduto, talco (anni 1940 - 1950)
   
Paradiso Perduto (anni 1940)   Serie di talchi Paglieri (anni 1930 - 1950)   Tabacco ambrato (anni 1930)
     
Tabacco ambrato (anni 1940 - 1950)   Velluto di Hollywood, set make-up (anni 1940 - 1950)    

Bertelli

Fu nella seconda metà dell’Ottocento, nel 1888, che Achille Bertelli, reduce da un viaggio in America che si era pagato lavorando a bordo della nave che lo trasportava, diede inizio alla sua attività imprenditoriale. Laureato in farmacia, sperimentò e produsse con grande successo un nuovo rivoluzionario cerotto medicamentoso che per decenni alleviò i dolori alla schiena di milioni di pazienti in tutto il mondo.

Rapido fu il passaggio alla cosmesi, con la produzione di saponi profumati e della crema Venus, nome che venne in seguito attribuito a tutta una serie di prodotti Bertelli; ma fu il fratello Vittorio a dare impulso alla linea cosmetica, subito dopo la prima guerra mondiale, iniziando la produzione di profumi, ciprie e creme per la donna moderna, e aprendo negozi di profumeria nelle maggiori città italiane.

Grandi cure venivano assegnate ai prodotti, sempre modernamente testati, nonché alle confezioni, alla realizzazione degli esemplari in vetro che contenevano le preziose essenze e a tutto il materiale promozionale e pubblicitario.

Mentre nel 1920 Julien Viard realizzava il flacone Bertelli per Profumo di Viole e nel 1926 René Lalique creava lo stupendo contenitore per Eva, artisti di fama come Boccasile e Dudovich disegnavano per questa Casa manifesti oggi divenuti emblematici di quell’epoca. Non meno preziosi, e ancora assai ricercati dai collezionisti, sono i calendarietti profumati Bertelli, che un tempo venivano distribuiti in omaggio dai parrucchieri e dagli Istituti di bellezza, realizzati spesso con gusto e grande raffinatezza.

Tra i profumi di maggior successo sono da ricordare La Rosa, Asso di Cuori, Ebbrezza Marina e Come tu mi vuoi che, oltre a vincere un premio all’Esposizione di Parigi del 1937, fatto più unico che raro per un profumo italiano, aveva come testimonial l’attrice Greta Garbo.

Nonostante la distruzione dello stabilimento durante la seconda guerra mondiale, l’attività profumiera della Bertelli riprese con rinnovato vigore nel dopoguerra sotto la direzione di Umberto, figlio di Vittorio, sino agli inizi degli anni 1960, quando l’Impresa venne ceduta alla Lepetit.

Calendarietti Bertelli

Per meglio comprendere i percorsi della profumeria italiana diviene indispensabile l’analisi dei "calendarietti" profumati, un prodotto tipicamente italiano, che vantava la sua originalità in tutta Europa. Questi annuari, ai quali lavorarono artisti come Fortunato Depero, Nanni, Dudovich, Erberto Carboni, Romoli, Grondona, venivano distribuiti gratuitamente dalle barberie e dai saloni di bellezza durante il periodo di fine anno (divenivano anche il pretesto per sollecitare graziosamente la "mancia") e fanno parte del patrimonio della profumeria italiana. Profumati con l’essenza che in quel particolare momento si voleva "propagandare", i calendarietti profumati documentano gli stili che hanno attraversato il secolo: dal Libery all’Art Déco sino al Novecento, spesso con una grafica che li rende piccoli capolavori di gusto e di eleganza.

Casa Bertelli

Acqua di China Venus al petrolio   Acqua di colonia Fougère Ambreè   Asso di cuori
   
Brillantina Venus   Cipria Come tu mi vuoi   Come tu mi vuoi
   
Come tu mi vuoi   Crema lattea Venus   Ebrezza Marina
   
Immagine pubbl. - Greta Garbo   Olio antiforforale Venus   Olio antiforforale
   
Rosa Bertelli   Sapol - Sapone per toeletta   Saponette - Veloutine Venus
   
Vecchia Milano   Calendarietto del 1904   Calendarietto del 1906
   
Calendarietto del 1907   Calendarietto del 1909   Calendarietto 1912
Calendarietto del 1910

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