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Nell’Egitto antico si racconta che la mirra viene dalle lacrime di Horus il Dio del Cielo. E’ un arbusto (questa denominazione indica parecchie specie di Commiphora, della famiglia delle Burseraceae) originario delle regioni semiaride ed aride dell'Africa orientale, dell'Arabia e del subcontinente indiano.
L’olio è ricavato dalla resina di questo arbusto spinoso che si sviluppa negli stati molto asciutti del deserto. La mirra è stata usata fin dai periodi antichi come incenso sacro, come profumo e come agente terapeutico. Ha un odore ricco, fumoso, balsamico. La mirra ha un effetto calmante sul sistema nervoso, acquieta la mente e purifica lo spirito. Si dice che la mirra costituisce un ponte tra “il cielo e la terra”. Alcune specie sono usate come medicinale ed altre per la loro fragranza.
Queste due mirre differenti, medicinale e odorosa, derivano entrambe dalla traduzione della stessa parola ebraica MOR. L'odore di mirra pervade le pagine del Libro di Salomone con più riferimenti che qualunque altro autore della Bibbia. Il Cantico di Salomone ha ben sette riferimenti.
La resina di mirra è nell’antichità un supporto per miti e leggende, carico di significati e di riferimenti storici. In Grecia è il simbolo per eccellenza della seduzione, mentre per gli Ebrei (nell’offerta dei Magi) ha il significato di un ritorno a Dio.
Trattando questi arbusti si possono ottenere sia un’essenza, sia un resonoide.
La nota è fresca-esperidata con un fondo di sottobosco. Viene utilizzata nelle composizioni fougère o chypre.