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Il tè è stato importato in Giappone nel VIII secolo grazie ai monaci buddisti. Molto presto il «chado» (la via del tè) è diventato un’arte ed è associato ad una cerimonia: il "Cha no yu". Il chado è un vero e proprio stile di vita che permette di scoprire la vera bellezza delle cose. La cerimonia, anche se estremamente codificata, è molto semplice. Ne esistono molte varianti in funzione delle scuole, ma le regole generali restano sempre le stesse.
Cerimonia purificata
La cerimonia del Cha no yu può durare per un tempo compreso tra 45 minuti e 4 ore. Si svolge in un padiglione costruito per l’occasione, all’interno di un giardino tradizionale. Il rito è riservato a cinque persone al massimo. Prima di entrare nel padiglione, i partecipanti devono attraversare il giardino fino ad un pozzo e poi lavarsi le mani e la bocca in segno di purificazione. L’ospite li invita allora ad entrare nel padiglione, decorato in modo semplice ed essenziale: un vaso con qualche fiore, un kakemono (un rotolo sospeso) e gli strumenti necessari alla cerimonia. Il tè è preparato con il "matcha" (tè verde in polvere), sul quale viene versata l’acqua bollente.
L’infuso viene in seguito battuto con un frustino di legno. A questo punto l’ospite offre la tazza all’invitato principale e si inchina. Poi con la mano destra mette la tazza nel palmo sinistro dell’invitato, quindi lo saluta nuovamente. La tazza viene servita con il lato decorato rivolto verso l’invitato, che in seguito la farà girare ad ogni sorso, in modo tale che, quando avrà terminato di bere, il lato decorato si trovi nuovamente di fronte all’ospite. In Giappone la cerimonia del tè verde è ormai un’attività riservata alle classi più agiate, ma ogni giovane giapponese di buona famiglia la deve assolutamente imparare.