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L’incenso, o koh, fu introdotto in Giappone nel sesto secolo dai monaci buddisti che lo usavano per i loro rituali.
Si narra che nel 595 un pezzo di legno di aloe ("jinkoh "in giapponese) si incagliò sulla spiaggia dell’isola di Awaji. La gente dell'isola quando utilizzò questo relitto come legna da ardere, rimase stupita dal meraviglioso odore aromatico che ne sprigionava e ne portò una parte all’Imperatore. Il principe Shotoku, che era un grande sostenitore del Buddismo, lo riconobbe come la fragranza che i monaci usavano nei loro riti di purificazione.
Durante l'era di Heian, 200 anni più tardi, l’incenso fu stato dai nobili della corte imperiale "nei giochi di incenso" come fonte di divertimento ed intrattenimento.
Alla fine del periodo di Kamakura (1185-1333), la gente usava l'incenso mescolato ("nerikoh" in giapponese), durante l'era di Muromachi (XV e XVI secolo) l'arte elegante di apprezzare l’incenso si è trasformata in una pratica corrente. Furono quindi fondate tre scuole per tramandare quest’arte: Shino-ryu, Oie-ryu e nel XVIII secolo Kanin-ryu. Hokushodo Fukui X, della decima generazione di una discendenza spirituale diretta, è il grande padrone attuale della scuola di Kanin-ryu.
Fra le altre realizzazioni nell’arte dell’incenso, il Giapponese ha inventato la forma a cono oggi così popolare e l’ha presentata all’Esposizione Universale a Chicago verso la fine del 1800.
Già dal 1300 si bruciava incenso per puro piacere: nei secoli è stato elevato ad una forma di arte rappresentata in modo splendido nel Koh-do o Via dell’incenso. Essa è simile alle cerimonie famose del fiore e del tè e si concretizza in una specie di gioco chiamato “ascolto dell’incenso”: si ritiene che apprezzare questa fragranza sia un processo simile all’ascolto di un brano musicale, con i relativi strumenti differenti e voci. È interessante notare che oggi i profumieri descrivono e classificano i profumi in termini di note.
Vengono utilizzati tre ingredienti principali per il koh: Byakudan (legno di sandalo), Jinkoh (legno di aloe) e Kyara, stimato più costoso dell'oro. Vi è incenso che può essere bruciato tutti i giorni ed incenso di alta qualità per le occasioni speciali e una gamma di supporti eleganti fatti nello stile tradizionale
Che cosa è il Koh-do?
Koh-do è una cerimonia giapponese incentrata sull’ incenso, nata nel XIV o XV secolo: è una rappresentazione teatrale, una riunione sociale, un gioco e la celebrazione di una delle piante aromatiche più apprezzate del mondo.
Notevolmente influenzato dalla cerimonia del tè, il primo gioco di Koh-do è stato chiamato "il gioco dei dieci," ed è quasi identico alla cerimonia del tè. Koh-do viene tradotto come "il senso dell’incenso" o "apprezzamento dell’incenso" o anche “la via dell’incenso”.
In Giappone ci sono centinaia di giochi differenti che possono essere durante le cerimonie di Koh-do. Questi giochi sono denominati Kumiko sono spesso tematici, sulla poesia, sulle stagioni.
Tipicamente, la cerimonia avviene in una stanza in un numero da sei a quindici persone si possono raccogliere comodamente, seduti formando una specie di quadrato, con il teishu (oratore), il segnapunti e il komoto (presentatore dell’incenso) nella parte anteriore. Ogni partecipante ha un foglio per registrare le sue impressioni o osservazioni sui vari incensi che verranno presentati. Il komoto prepara in una tazza della cenere di riso, in cui è sepolto un pezzo di carbone di legna di bambù caldo. Una piccola piastra di mica viene disposta sopra il carbone di legna e pezzo molto piccolo di legno aromatico è posto sulla mica. La fragranza del legno viene liberata senza bruciarlo; cioè Koh-do è un modo meno “fumoso” della combustione per liberare l’aroma più puro dell’incenso.
Quando la tazza è preparata correttamente il komoto aspira due volte e passa la coppa alla sua sinistra. L’ospite più importante è seduto alla sinistra del komoto ed è il primo destinatario della tazza di Koh-do. La tazza fa il giro intorno alla stanza, ogni persona che aspria l'aroma del legno ne annota tutte le caratteristiche distintive sul foglio e le sue impressioni. Così la tazza ritorna al komoto, che nel frattempo ne ha preparato una seconda per il confronto. I fogli registrano ogni osservazione dei partecipanti sul legno ed i risultati possono essere interpretati in vari modi, in una storia, lettura di una poesia. Il numero di coppe ( e quindi legni) provato dipende dal gioco particolare di kumiko che viene effettuato.
Koh-do è un'attività che dura una vita, in cui si impara continuamente ogni volta che un gioco viene giocato. In Giappone una persona si addestra e studia per oltre 30 anni prima di padroneggiare l’arte del Koh-do e perfino allora, se chiedete a qualcuno, lui o lei vi direbbe molto probabilmente che è ancora in fase di addestramento.