Con la Liberazione, gli Americani portano in Europa chewing gum, blue jeans e rock’n roll. Anche la vita delle donne si trasforma: costrette a lavorare nelle fabbriche per sostenere lo “sforzo bellico” le donne hanno scoperto l’indipendenza economica. Il prêt à porter sostituisce poco a poco la confezione di sartoria. Anche i profumi diventano più accessibili: sono alla portata di tutti ed emanano fragranze meno complesse: case cosmetiche come
Estèe Lauder nel 1953 creano le loro prime fragranze. Gli anni Cinquanta vedono nascere le eaux de toilette maschili. Lavanda e vetiver sottolineano una eleganza discreta ma il profumo maschile resta legato al rito della rasatura: nascono Hermès nel 1951 e Vidal nel 1955.
1961 - 1970
Negli anni ‘60 il movimento hyppie, nato a San Francisco, predica un ritorno alla natura, il rifiuto delle costrizioni, l’uguaglianza dei sessi, la ricerca dei paradisi artificiali al grido di: “Fate l’amore, non la guerra”. Musica pop, giacconi di cuoio nero, capelli lunghi, sono i simboli di questa gioventù ribelle.
Dalle manifestazioni contro la guerra del Vietnam al maggio ’68, un vento di ribellione soffia ovunque tra i giovani e si diffonde in Europa. La gioventù scopre l’India, i suoi guru, le sue sette e i suoi aromi: si profuma di sandalo, di musc e di patchouli e brucia bastoncini di incenso.
Parallelamente a questa anti-moda l’haute couture si orienta verso il prêt-à-porter di lusso, con
Yves Saint-Laurent, Daniel Hechter, Paco Rabanne, Cacharel, Courrèges. Dior lancia Eau Sauvage de Dior, creata da Edmond Roudnitska: ad un tempo discreta e persistente, segna l’avvento della profumeria al maschile ed apre la via alle “eaux frâiches” femminili, mascoline ed androgine. Nascono Capucci nel 1963, Emilio Pucci ed
Aramis nel 1966, Puig nel 1968 e Shiseido nel 1969.
1971 - 1980
Gli anni ‘70 inaugurano un periodo di reale apertura all’estero, di cui beneficia largamente la cultura americana. Le nuove tecniche di commercializzazione riflettono perfettamente questo movimento: non si tratta più di produrre e di vendere, ma di analizzare il mercato ed il comportamento dei consumatori per rispondere alle loro aspettative e dunque di ottimizzare la redditività. Gli obiettivi più importanti diventano il successo mediatico e le cifre di vendita. Anche per il profumo l’importante è il messaggio che trasmette. Femminismo, ritorno alla natura, movimento gay, punk, neo-romanticismo, si vedono emergere in questi anni stili di vita contrastanti, coesistono parecchie tendenze. In Europa come negli Stati Uniti nascono profumi concettuali che si rivolgono ad una donna volta a volta sofisticata e provocante o naturale e romantica. Gli stilisti italiani cominciano a creare le loro prime fragranze: Gucci nel 1974, Trussardi nel 1976, Mila Schön nel 1979, Nino Cerruti nel 1979 e Krizia nel 1980, nel nasce ICR – ITF. Il “Made in Italy” diventa nel mondo sinonimo di stile ed eleganza.
Dopo le eaux de toilette, veri e propri profumi maschili appaiono sul mercato: l’uomo dissocia profumo e dopobarba. Anche la profumeria francese si internazionalizza, componendo i suoi profumi sui modelli americani e raddoppiando le sue concentrazioni. Così il profumo Opium, lanciato da Yves Saint-Laurent nel 1977 è la versione francese del profumo americano Charlie di
Revlon, lanciato nel 1973. Nascono Givenchy nel 1970, Balenciaga nel 1971, Azzaro nel 1975, Van Cleef & Arpels nel 1976, Ralph Lauren nel 1978 e Bogart nel 1980.
1981 - 1990
Gli anni ‘80 sono gli anni delle sensazioni forti. Uomini e donne si trovano a lottare gomito a gomito nella corsa per la realizzazione personale. E’ l’esplosione del body building e degli sport di velocità: il corpo deve essere agile ed efficace. Il profumo maschile esalta il corpo dell’uomo. Le donne affermano e consolidano le loro conquiste professionali con vestiti scollati e fragranze così forti da poter suscitare malessere. Provenienti dagli Stati uniti le note fruttate rinnovano la profumeria maschile e femminile. Negli anni ‘80, compaiono concetti come bellezza “multiforme”, appartenenza ad un “clan” per il proprio abbigliamento, pettinatura, profumo. Profusione di creazioni fra le quali: Paris di Yves Saint-Laurent e Poison di Christian Dior. Si affacciano nel panorama olfattivo internazionale Orlane e Serge Lutens nel 1983,
Lacoste e Davidoff nel 1984, Artisan Parfumeur nel 1985, Ted Lapidus e Cartier nel 1987 e Kenzo nel 1988.
Sono gli anni che vedono il trionfo del Made in Italy in tutto il mondo ed in tutti i settori produttivi, specialmente nella moda. Gli stilisti italiani più affermati firmano le loro prime creazioni in campo olfattivo: Versace, Armani e Missoni nel 1981, Ferrè nel 1985, Fendi e Benetton nel 1987 Laura Biagiotti nel 1988, Valentino nel 1990. Nel 1981 nasce anche Hanorah.
Burberry, storica azienda inglese fondata nel 1856, in questi anni propone sul mercato le sue prime fragranze.
1991 - 2000
Negli anni 90, la comparsa dei movimenti ecologisti ed il successo delle medicine non tradizionali esprimono una aspirazione al naturale e alla dolcezza. Per reazione al decennio precedente, le nuove fragranze richiamano l’acqua come per appagare un desiderio di purificazione. Profumi marini, acquatici, vegetali, poi naturali per ritornare all’essenziale: la terra, il fuoco, l’acqua, il vento. Alcuni profumi rassicurano nel protrarre reminescenze infantili. Uniscono dolcemente il gusto e l’odorato: vaniglia, caramello, latte … L’uomo si apre al mondo delle emozioni, si profuma per sedurre.
Grazie a metodi economicamente e tecnicamente sempre più performanti, il nostro ambiente olfattivo, fino alle fragranze più rare, può essere riprodotto sia dall’industria della profumeria che da quella degli aromi Come la televisione che moltiplica i suoi programmi grazie ai satelliti, si sviluppa anche uno “zapping” dei consumi. Proliferazione degli stili di abbigliamento, musicali e linguistici, proliferazione di creazioni profumate dal destino spesso tanto effimero quanto quello delle mode che li hanno ispirati. Si può notare una grande diversità olfattiva senza una reale tendenza dominante. Affermando la loro appartenenza ad un gruppo, una “tribù”, le giovani generazioni adottano uno stile spesso unisex, come l’eau de toilette
CK One di Calvin Klein. Compaiono le note golose: Angel di Thierry Mugler, Le Mâle di Jean-Paul Gaultier, Lolita Lempicka… Nasce Miyakè nel 1992.