05 maggio 2013
Sua Maestà Il Profumo 
06 aprile 2013
Profumi di primavera... 
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17° secolo: dal cuoio al profumo

La moda del cuoio profumato, introdotta nel secolo precedente, conosce un rapido successo. Si indossano volentieri le “pelli odorose” di unguenti profumati al gelsomino. Guanti, gilet, farsetti, calzature, cinture, cofanetti, ventagli furono trattati in questo modo. I grandi signori presero l’abitudine di ordinare a Grasse gilet morbidi, impregnati di unguenti profumati.

Nel gennaio del 1614, i guantai profumieri ottennero dal re delle patenti che attribuivano loro “il permesso di nominarsi e di qualificarsi allo stesso tempo sia guantaio che profumiere”.
Il successo della guanteria-profumeria di Grasse fu all’origine di una considerevole estensione delle colture floreali.

Le tre piante più utilizzate dalla profumeria sono in quest’epoca il gelsomino, la rosa e la tuberosa.

Il gelsomino proveniente dalle Indie compare verso il 1650 nelle campagna di Grasse. Nello stesso periodo viene messa in coltura la rosa volgare. Quanto alla tuberosa, proveniente dall’Italia, si impianta verso il 1670. Si può stimare in una quindicina di ettari la superficie coltivata a gelsomino nei dintorni di Grasse alla fine del XVII secolo.

Installati in laboratori di dimensioni modeste, i guantai profumieri formano dal secolo di Luigi XIV un ricco e potente elemento dell’economia provenzale, descritto visivamente dall'incisione "L'Abito del Profumiere" del 1691.

La creazione della Compagnia delle Indie aiuta molto lo sviluppo della professione che riceve ormai direttamente in Francia alcune materie prime (musc, patchouli, vetiver, sandalo) senza dover passare dall’Italia o dalla Spagna.