La presenza delle note fruttate è un fenomeno sempre più evidente nelle composizioni degli ultimi anni, soprattutto femminili, ma di recente anche maschili. Accompagnano spesso i fiori: a quelli più freschi e primaverili apportano un tocco di colore e vivacità e ne sottolineano l’aura romantica e sbarazzina, a quelli opulenti, ricchi e passionali, conferiscono un tocco di vellutata e maliziosa sensualità che ne enfatizza il fascino.
La vitalità che esprimono ha la capacità di sprigionare una tale allegria e spensieratezza che infonde dinamismo ed energia a strutture più classiche e rigorose come gli orientali, i chypre ed i legnosi.
La tendenza si evidenzia nei primi anni ’80, con Giorgio di Beverly Hills, Poison di Christian Dior e Calyx di Perspectives ed il profumo che ha contribuito a rendere il tema fiorito fruttato così gradito al pubblico femminile di varie generazioni: Trésor di Lancôme del 1990. Un vero e proprio “classico”, con note di pesca ed albicocca unite a tocchi di violetta, iris ed eliotropina, per un effetto elegante e senza tempo. Il tema sarà poi ripreso da così tante creazioni che risulta difficile enumerarne la lista. Solo tra i profumi lanciati nel primo semestre 2008 si annoverano tra gli altri: Daisy di Marc Jacobs, con fragole selvatiche ed una delicata inflessione cipriata, Femme di Les Copains dove cassis, mela verde, albicocca, anguria e fiori freschi fanno da contrappunto alle note di fondo ricche di legni, ambra e resine preziose; Laura Biagiotti Donna, con ribes nero e prugna; First Premier Bouquet di Van Cleef & Arpels in cui la pesca si fonde a mughetto, pois de senteur e foglie umide per un effetto fresco e verde.
Sapevate che non esistono olii essenziali ricavati direttamente dal frutto, generalmente a causa del suo tenore di acqua troppo elevato? Le note fruttate, inizialmente, venivano ottenute utilizzando molecole di sintesi, come alcune aldeidi, ad esempio la C14 che apporta la nota di pesca presente in Mitsouko di Guerlain e Femme di Rochas o la C18 che riproduce l’odore del cocco (Casmir di Chopard). Esistono solo due materie prime naturali che non provengono dalla frutta, ma ne posseggono tutte le caratteristiche: l’osmanto, un fiore proveniente dalla Cina e dal Giappone, che rivela un profumo di albicocca e la gemma di ribes nero che sviluppa una nota verde e acidula, molto fresca.
Grazie alla ricerca scientifica e tecnologica, negli anni ’70 si assiste ad una svolta: nasce la tecnica dell’
Head Space che ha permesso di arricchire con molteplici sfumature il panorama olfattivo fruttato. Danno quindi vita a variegate inflessioni dagli effetti evocativi molto diversificati: freschi ed aciduli i frutti verdi, come la mela verde (
Hugo Boss Woman, Be Delicious Donna Karan, Silver Black Azzaro); trasparenti e delicati i frutti acquaticipresenti in
Versace Donna e
Ferrè Rose. La solare allegria deifrutti gialli ed esotici (
Cool Water Woman,
Bright Crystal di
Versace, le versioni estive di
Escada); il tocco vellutato dei frutti rossi che avvolge la struttura di
Insolence di
Guerlain, di
Delices di
Cartier e di
CKin2 for Her, completano l’infinito caleidoscopio di sensazioni, ricco come i doni di madre natura.