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La cultura del Nuovo Mondo, specie di quella precedente all’arrivo degli Europei, è ancora un territorio in gran parte da esplorare. Tradizioni, conoscenze scientifiche, usi e costumi delle popolazioni precolombiane ci appaiono ancora oggi ammantati di mistero, forse perché così poco familiari alle nostre radici, ma non per questo privi di fascino. Remota, arcana, diversa in tutte le sue forme e manifestazioni, eppure le abitudini e gli stili di vita di questa Nuova Terra si sono innestati indissolubilmente alle nostre, tanto da diventarne parte integrante.
Si pensi alla vaniglia (vanilla planifolia), l’unica orchidea coltivata per scopi non ornamentali. Originaria del Messico, veniva impiegata presso le popolazioni locali per aromatizzare una bevanda energizzante a base di cacao. Arrivata in Europa, diventa uno degli ingredienti fondamentali dell’accordo orientale, anima di composizioni caratterizzate da una intensa carica seduttiva, alle quali infonde le sue note rotonde, maliziose ed insinuanti che avvolgono in un sontuoso manto il rigore elegante dei legni ed il misterioso fascino delle spezie. Habanita Molinard, il primo profumo orientale, nacque nel 1921, destinato a profumare il tabacco. Venduto in sacchetti profumati da tenere nelle scatole di sigarette, diventerà nel 1924 il profumo di pelle "più persistente al mondo". La maison Guerlain ha fatto dell’accordo orientale uno dei suoi “cavalli di battaglia”, realizzando fragranze eterne come Shalimar (1925), rinfrescato da tocchi frizzanti ed esperidati che ne mitigano il calore, Habit Rouge (un maschile del 1965) o come Samsara (1989), in cui le note legnose fanno da preziosa cornice ai toni calorosi dell’Oriente. Profumi senza tempo che hanno saputo ammaliare generazioni di consumatori, al punto che è di quest’anno la creazione di Shalimar Parfum Initial, concepito proprio per “avvicinare e conquistare donne che non erano neanche nate quando uscì Shalimar”.
Un altro capitolo importante sono le note “balsamiche”, tratte dalle resine prodotte da alberi originari del Centro e Sud America (oltre ai già noti benzoino ed opoponax di provenienza asiatica): Balsamo del Perù (toluifera pereira), di Copahu (copaifera officinalis) e del Tolù (toluifera balsamum), con le loro note rotonde e calorose, avvolgenti e sinuose, in associazione con la vaniglia ed il labdano hanno dato nuova vita all’accordo ambrato che si sta confermando uno degli orientamenti olfattivi più importanti degli ultimi tempi. Uno dei capostipiti è stato Alien (2005, Thierry Mugler), in cui la morbidezza setosa delle note ambrate e il magnetismo sensuale del gelsomino sambac si fondono in un profumo dalle suggestioni oniriche. Alamut (2005, Lorenzo Villoresi) con accenti cuoio, Ange ou Demon (2006, Givenchy) con tocchi gourmands, Kenzo Amour (2006) delicatamente avvolto in una nuvola di cipria e muschi bianchi, Serge Noir (2008, Serge Lutens) con legni, cuoio e spezie che ne accentuano l’atmosfera di mistero, L’Eau Ambrée (2009, Prada) ed Eau Duelle (2010, Diptyque) sono solo alcuni degli “interpreti” di questa tendenza.