05 maggio 2013
Sua Maestà Il Profumo 
06 aprile 2013
Profumi di primavera... 
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Le origini del  profumo made in Italy

L’alba dei tempi
La storia del profumo inizia con quella dell’uomo…
In Egitto, erbe, resine aromatiche e legni vengono bruciati sugli altari nelle cerimonie religiose.
I Romani, nel periodo imperiale, infondono ai profumi uno slancio formidabile, più edonistico che religioso e mistico. Amano immergersi in bagni profumati, per pura sensualità, ma anche per igiene personale e per curare le malattie. Tutti frequentano le terme dove ricchi e poveri possono lavarsi e dove nasce il sapo, antenato del sapone.

Il Medioevo
Nel Medioevo, il rigore imposto dalla Chiesa e la sua influenza sui costumi, porta al declino dell’uso profano dei profumi.
Tuttavia, dopo l’epidemia di peste nera che nel 1348 stermina un quarto della popolazione europea, il profumo riacquista il suo ruolo igienico e terapeutico: i medici diffidano dell’acqua, convinti che, aprendo i pori della pelle, favorisca l’ingresso nel corpo dell’aria pestilenziale. Si abbandona così l’uso dell’acqua sostituita da grandi quantità di profumi per rimediare alla mancanza di igiene.

Il Rinascimento e i profumi
In questa epoca, in cui ci si profuma più di quanto ci si lavi, si usano in grande misura zibetto, ambra e muschio su berretti, guanti, selle e calze.
Le navi mercantili di Genova e Venezia detengono un ruolo di primissimo piano nei commerci del Mediterraneo. Dal Medio ed Estremo Oriente trasportano derrate preziose quali spezie ed aromi.
Questi prodotti sono destinati principalmente alle sfarzose corti italiane dove i Principi, veri e propri mecenati dell’arte e del lusso, ospitano non solo artisti e scienziati ma anche alchimisti e profumieri. L’Italia diventa così la terra di elezione della profumeria, dove si confezionano essenze e acque aromatiche per le nobili famiglie.

Isabella d’Este
"Primadonna del Rinascimento italiano", amante delle arti e del lusso, detta la moda all'intera Europa.
Isabella ricorre all’estro di Leonardo per disegnare motivi ornamentali per le sue vesti e diventa il riferimento per il mondo occidentale in tema di moda, ma anche di galateo, cosmesi e bellezza.
Isabella commissiona a Battista di Magliano la creazione di acque profumate, con indicazioni precise che “tutti gli ingredienti siano puri e schietti, non muschiati o diversamente odorosi, ma semplici”. Nasce così il made in Italy?

Caterina de’ Medici
A Firenze, le ricche e nobili dame usano indossare con generosità profumi prodotti nei conventi, dove almeno un frate alchimista si dedica alla lavorazione delle erbe e all’estrazione delle loro essenze. Così, quando nel 1533 la quattordicenne Caterina de’ Medici va sposa al Duca d’Orléans futuro re di Francia, fa assegnare al suo seguito, tra paggi e dame di compagnia, il proprio profumiere di fiducia Renato Bianco.
René le Florentin, così soprannominato dai parigini, diviene presto famoso per i suoi profumi e i suoi veleni. Con i frati di Santa Maria Novella introduce l’uso dei profumi alla corte francese.

Santa Maria Novella
L’Antica Farmacia lega le sue origini ai frati domenicani che nel 1221 si stabilirono a Firenze. Il vero successo dell’Aromateria e dei suoi prodotti si svilupperà nel 1612 con Fra’ Angiolo Marchissi, quando riceverà l’onore di chiamarsi Fonderia di Sua Altezza Reale. Molte essenze e profumi sono tuttora realizzati con formule studiate nel Rinascimento per Caterina de' Medici: si racconta infatti che portò a Parigi un’essenza dal nome di "Acqua della Regina”, dalla cui ricetta Gian Paolo Feminis avrebbe tratto l’ispirazione per la celeberrima “Aqua Mirabilis”.