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Moda e profumo: il boom del made in Italy

Dall’Acqua di Colonia al made in Italy
Con il 18° secolo cresce il gusto per l’igiene personale che porta alla creazione di due nuovi spazi nelle case: la stanza per la toilette ed il bagno.
Nasce una nuova sensibilità olfattiva che si manifesta in un ritorno agli odori campestri, agli aromi naturali di preparazioni fiorite e sofisticate. Apre a fine secolo a Milano la Casa di Profumo, Saponi e Articoli per toletta Migone & C, di fama internazionale che rimarrà in attività fino al 1950.

La tendenza igienista si conferma nel 19° secolo, rispecchiando abitudini e virtù della borghesia emergente. Nella seconda parte del secolo, grazie allo sviluppo della chimica, il profumo si discosta dalle sue origini naturali e scopre le molecole di sintesi.
In questo periodo, le semplici attività artigianali, spesso confinate nel retrobottega dei barbieri, si trasformano in Case di Profumo con influenza su tutta Italia e all’estero: Saccò e Borsari, che diventerà negli anni Borsari di Parma, Satinine a Milano, Puglisi e Mannara a Palermo.

L’Esposizione Universale di Parigi del 1900 decreta per la prima volta il successo del profumo su larga scala: nasce così la profumeria moderna che considera il profumo una creazione originale se non artistica, basata sul contrasto e la complessità più che sull’armonia, una vera e propria rivoluzione olfattiva. Per i grandi creatori di moda, sarà il segnale per lanciarsi nell’avventura della creazione dei profumi firmati.
In Italia, il talento dei designers trova nella moda terreno fertile per crescere e consolidarsi fino a diventare l’ambasciatore del gusto italiano nel mondo. Un trend che ispira gli imprenditori della profumeria ad intraprendere con successo la via del “profumo made in Italy”, sinonimo di stile ed eleganza.