La natura, fonte inesauribile di odori ed essenze, si incontra con la scienza: esperienze olfattive, inimmaginabili fino a ieri, diventano oggi una realtà. E nuovi orizzonti, tutti da esplorare, si aprono nel futuro del mondo della profumeria.
Metodi estrattivi avveniristici vengono applicati a piante, spezie e frutti già conosciuti o ad ingredienti innovativi, creando essenze mai sperimentate prima dall’olfatto umano.
Come accade con la rivoluzionaria tecnica dell’Head Space, capace di catturare l’inebriante fragranza dei fiori vivi. Qualsiasi giardiniere sa che un fiore reciso non ha lo stesso profumo di quando lo si annusa in giardino. Con la tecnica dell’Head Space, il fiore, attaccato alla pianta, viene racchiuso in un’ampolla di vetro e viene analizzata l’aria intorno ad esso. E’ così possibile tracciare il dettagliato profilo chimico del suo profumo e ricreare la sua fragranza unica. Chiudendo gli occhi il nostro naso può immaginare di accarezzare i vellutati petali di una rosa colta in una profumata mattina di primavera.
Questa innovativa metodologia ha trovato recentemente applicazione in un curioso esperimento, che ha permesso di scoprire una fragranza mai percepita prima dai sensi umani. Nel novembre del 1998 la IFF, azienda leader nella creazione di fragranze, alla ricerca di nuovi ingredienti, invia una piantina di rosa, “Overnight Scentsation,” a bordo dello space shuttle della NASA STS-95 Discovery. Scopo della missione è studiare il profumo della rosa in un ambiente assolutamente nuovo. Gli studiosi, grazie alla tecnica dell’Head Space, riescono ad estrarre le molecole odorose della rosa durante il suo volo nello spazio e, con grande sorpresa, scoprono che il profumo della rosa cambia radicalmente in assenza di gravità. Viene così riprodotto in laboratorio un soave profumo, mai sperimentato prima dall’olfatto umano: “Space Rose”.
Ma oggigiorno non sono soltanto i giardini a non avere più segreti! Grazie ad Aquaspace, un’altra innovativa tecnica estrattiva messa a punto da Quest International, gli odori del mondo marino sia di superficie che subacqueo possono essere catturati, regalando al nostro olfatto sensazioni inedite, superando i limiti dei nostri sensi che sono in grado di distinguere gli odori solo filtrandoli attraverso l’aria. Questa metodologia invece permette all’uomo di sperimentare fragranze mai percepite.
Sono stati per esempio ricreati tutti gli odori sprigionati da una cascata, intrappolando la freschezza selvaggia dell’acqua più pura, unitamente ai sentori che questa forza naturale trascina con sé: odori di roccia, minerali e vegetazione. (“Waterfall Wet Rock”). Oppure l’odore dell’acqua marina che circonda un corallo: una fragranza ricca di intense sfaccettature marine ed ozonate, con tocchi leggermente fioriti, freschi ed un sentore di note fruttate tropicali. (“Coral Reef”)
Tanti odori finora nascosti sono adesso rivelati da nuove tecniche di estrazione delle sostanze naturali.
Con la tecnica del frazionamento è possibile decomporre l’odore nei suoi differenti costituenti o gruppi di costituenti, procedendo poi ad una selezione delle frazioni olfattivamente più nobili o più interessanti. Si ottiene così un prodotto finale pulito e puro.
La tecnica viene usata, per esempio, con il vetiver, dal quale si eliminano le parti terrose, l’odore di radice e le note meno gradevoli.
Dall’olio essenziale di Ylang Ylang III delle Isole Comore si ottiene, invece, il Lysilang (di Robertet), un odore molto puro, naturale e molto fresco.
A volte invece le materie prime vengono separatamente distillate e poi miscelate per ottenere una sola essenza dagli odori moderni, che aprono nuove strade olfattive.
Questa tecnica, detta co-distillazione, è stata messa a punto dalla Robertet.
Tra i tanti esempi, citiamo il “Baume de Tonkiphora”: proveniente da co-distillazione da in proporzioni pre-definite di benzoino del Siam e Opoponax della Somalia.