INNOCENTI EVASIONI

To play the game….C’è senso di ribellione ma anche più semplicemente voglia di evasione in questo verbo inglese cantato da Shakespeare e suonato dai Queen e che tanto ci dice oggi sul nostro modo di essere nella civiltà della crisi. E su come sia facile transitare dalla violenza della rabbia alla serenità dell’evasione. Giocare insieme e fare sport. E gareggiare per vincere. Ma anche danzare e, perché no, recitare e suonare uno strumento. Fare finta di niente, comportarsi come se fosse o come se non fosse…scherzare.
To Play: un mondo di significati che ritroviamo in altrettanti profumi nati in questi mesi proprio per esprimere la nostra complessità di sentire e la nostra voglia di trovare altrove il piacere perduto dell’esistenza.
Proiezioni. Emozioni. Rock. Pop. Shock. Bang Bang. Suoni come cose.
Loghi chiave che campeggiano sui flaconi destinati a lui & a lei e che rimandano a un caleidoscopio (altra parola d’ordine) di situazioni all’interno delle quali divertirsi, rilassarsi, distrarsi o, più semplicemente, andare di fantasia.
I flaconi hanno forme evocative di strumenti ginnici o semplici di toys, rimandano alla sala giochi e all’infanzia e scelgono materiali infrangibili e colori forti e risoluti. I simboli sono quasi primitivi nella immediatezza della lettura e inseguono l’immagine di un uomo virile che pratica sport, va a rimorchiare, ed esprime un lato rock’n’roll e punk. Le donne invece vivono in un mondo di fantasia fiabesca dove coesistono angeli e principi azzurri. E anche i flaconi prendono in prestito scene delle fiabe e svettano come torri di cristallo, racchiudono pozioni magiche ed ospitano elfi ...
L’evasione è al massimo quando, aperto il flacone, si gustano gli accenti succosi della frutta acidula, o quelli energetici di un’ erba aromatica e le note sweet di quando, bambini, ci concedevano un fiocco di zucchero filato o una gratificante tazza di cioccolata calda. Si rideva, si scherzava, si giocava… playing life: non sapevamo ancora che la vita ci avrebbe giocato qualche sorpresa.
E adesso che lo sappiamo ce ne freghiamo alla grande...