UN PATRIMONIO DI STILE

“La grandezza non consiste nell’essere questo o quello ma nell’essere se stessi. E questo ciascuno lo può, se lo vuole”.
Che si possa ripartire da Kierkegaard per salvare il nostro Made in Italy rottamato sull’altare del profitto? Per ritrovare noi stessi? Che fare, ci siamo chiesti sgomenti in questi giorni di vacanza di senso? Ed ecco che, sfogliando le opere di un pensatore del passato, ci balza agli occhi la soluzione, così vicina, così semplice, così gratificante. Essere se stessi.
Che bello! Chi l’avrebbe mai detto, nel mondo dell’immagine clonata, nel sortilegio della società gattopardesca. Tornano alla mente parole forti come: identità, coerenza, autenticità, arte, consapevolezza, maturità, qualità…immagini di cose vere, di forme sartoriali, sapori unici, profumi nostri, capaci di dare emozione e di farci sognare.
Risuonano come un inno all’artigianalità le nuove fragranze di un’intensità perduta, di un’importanza ancestrale. Sono nel nostro DNA l’opulenta carnalità del gelsomino di Calabria, l’inconfondibile vivacità del bergamotto di Sicilia, la grazia nostalgica ed evanescente della violetta, note emblematiche del valore dell’italianità. C’è sapienza, competenza nelle forme solide, eleganti perché tradizionali.
Si usano materiali raffinati e veri, come i legni naturali, le pelli più morbide cucite a mano e le carte pregiate con dettagli in rilievo. Anche nelle forme non vi è segno di ostentazione, ma un sublime understatement che rafforza concetti così durevoli nel tempo.
I flaconi sono di vetro cristallino, dichiaratamente fatti per contenere profumo e nulla più, in un codice di comunicazione finalmente a noi comprensibile perché frutto di un savoir-faire tutto italiano. E si impongono con la propria immagine di stile, piuttosto che per la veste profumata di una griffe nella quale magari abbiamo perso un po’ di fiducia...