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La tendenza igienista si conferma nel XIX° secolo con la comparsa di trattati sul savoir-vivre e sull’igiene che vantano le virtù dei bagni, benefici per la salute e per la pelle. L’igiene è in effetti, in questa società fortemente influenzata dalla borghesia rampante, il simbolo della purezza d’animo e della virtù.
Dal Rinascimento alla prima metà del XIX° secolo, si ricorre alla profumeria secca per usi diversi: polveri per sacchetti, per il viso, per la parrucca, commercializzata alla rinfusa in grandi scatole dai decori raffinati.
La profumeria riceve un colpo funesto nel periodo appena successivo alla Rivoluzione francese, poiché si desiderava spazzare via tutto ciò che ricordava la Corte di Luigi XVI, malgrado la creazione di profumi dai nomi evocativi: profumo alla Ghigliottina, alla Nazione…
Ma dall’epoca del Direttorio, una frenesia di lusso e di piacere si impossessa della società. La Parigi dei Muscadins, dalla tenuta stravagante, pazzi per il musc, lo zibetto, per la noce moscata e le Merveilleuses, dal lusso chiassoso e ispirato ai costumi greci, diventa la capitale della moda. Con l’abolizione degli editti corporativi e liberalizzando il commercio, la Rivoluzione francese permette al XIX secolo di segnare una tappa decisiva nella produzione del profumo.
Sotto l’Impero, mentre Giuseppina adotta gli aromi esotici (vaniglia, garofano, cannella), Napoleone preferisce l’Eau de Cologne per le frizioni.
All’inizio del XIX secolo, un altro Jean-Marie Farina, erede del fondatore della famosa maison e della formula, si installa a Parigi e diventa fornitore accreditato presso l’imperatore Napoleone I. Nel 1840, cede la sua attività a Léonce Collas che la rivende nel 1862 ai signori Roger e Gallet che continuano a commercializzare la famosa Eau de Cologne.
Guerlain entra in scena nel 1828 da quando Pierre François Pascal Guerlain apre la sua prima maison di profumeria a Parigi. Vi presenta eaux de toilette, preparazioni termali, saponi, creme saponine, pomate di ogni tipo. Molto presto, la reputazione della boutique è tale che uomini e donne eleganti vi si avvicinano. Compaiono nuovi nomi nell’universo profumato: Edouard Pinaud, Bourjois, Molinard.
Dall’inizio del XIX secolo, i ricercatori cominciano ad isolare in natura delle molecole olfattivamente interessanti, per inventare in seguito prodotti chimici senza uguali nella natura. La sintesi dell’urea da parte di Woeler nel 1828 segna l’inizio della chimica organica, di importanza fondamentale nell’evoluzione della profumeria. Compaiono prodotti di sintesi di alta qualità, frutto delle ricerche condotte nei laboratori di potenti industrie chimiche in Europa e negli Stai Uniti.
Poco a poco i prezzi di questi nuovi prodotti diventano abbordabili. Sono uniti ai prodotti naturali, apportando note inedite alle nuove composizioni.
Fra i primi prodotti che utilizzano i prodotti di sintesi: Fougère Royale d’Houbigant nel 1882, che contiene cumarina sintetizzata nel 1868; Jicky de Guerlain nel 1889 che utilizza lavanda e vanillina.
Alla fine del XIX secolo i profumi voluttuosi impongono i loro aromi di patchouli, di musc o di eliotropio di cui si impregnano pellicce e scialli d’India.
Alla fine del XIX secolo il profumiere londinese Eugene Rimmel fa compiere un nuovo passo in avanti nell’arte del profumo proponendo di dividere gli aromi in diciotto gruppi, allo scopo di facilitare la classificazione degli odori.