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Le note cuoio
Recentemente tornate alla ribalta nelle composizioni profumate, le note olfattive denominate “Cuoio” possono considerarsi patrimonio storico della profumeria. Infatti le prime note cuoio provenivano da un processo di infusione dei ritagli di pellame recuperati dai Maestri Guantai Profumieri di Grasse, che avevano lanciato attorno al 1600 la moda del cuoio profumato. All’epoca si indossavano “pelli odorose” di unguenti profumati: gilet, farsetti, calzature, cinture, cofanetti, ventagli, ma soprattutto guanti. La concia del cuoio (trattamento al quale si sottopongono le pelli al fine di conservarle e lavorarle) veniva fatta grazie alla corteccia di betulla, molto ricca di tannino.
 
Fino al 1960 essa era molto di moda e veniva utilizzata nei profumi femminili e maschili, apportando carattere, forza ed un rigoroso taglio quasi ”militare” alle composizioni. Una delle prime fragranze di successo a presentare la nota cuoio fu Cuir de Russie di Chanel, composto nel 1924 da Ernest Beaux. Erano gli anni della prima emancipazione femminile e queste sfumature così “importanti”, spregiudicate e decise, ben sottolineavano l’immagine di una nuova femminilità.
 
In campo maschile possiamo ricordare alcuni profumi in cui la nota cuoio enfatizza la rigorosa sensualità della composizione: Bel Ami di Hermes del 1986, con accenni speziati che sottolineano la forza del castoreum, il cisto labdano e la betulla delle note di fondo; Antaeus di Chanel, creazione di Jacques Polge del 1981, dal carattere legnoso, con sfumature cuoio animalizzate, o Kouros di YSL, sempre del 1981, un profumo fougère con pennellate cuoio che tratteggiano la figura di un uomo elegante e virile. A ricreare negli ultimi anni la tendenza cuoio, sono state lanciate fragranze come Gucci Homme del 2003 o Silver Black di Azzaro del 2005; nel 2006 Guess Man, con note ozonate che apportano freschezza e “slancio”, Dzongkha di L’Artisan Parfumeur, una composizione no sex dagli accenni fioriti, Alamut di Lorenzo Villoresi, un mix di note orientali e ambrate, Fumerie Turque di S.lutens, con una forte connotazione tabacco, sino al recentissimo For Him di Narciso Rodriguez,con una fresca sfumatura verde.
 
Ma come si può generare oggi l’odore secco, intenso, con sfumature affumicate del cuoio? Stranamente non con materiali di origine animale, ma bensì vegetale. E’ proprio la connotazione odorosa della corteccia di betulla a definire i parametri olfattivi della sfaccettatura. Così ritroviamo l’essenza di cisto laudano, il costus, il rizoma di Calamus (già utilizzato dagli antichi Egizi nella preparazione del kyphi e lo styrax, una resina prodotta da un arbusto che cresce spontaneamente nel sud est della penisola anatolica (Turchia). Tra le note sintetiche, l’Isobutiquinoleina (IBQ). Inoltre molte riproduzioni , che permettono di conferire alle composizioni inflessioni più vellutate, che ricreano le sensazioni della pelle scamosciata. Anche le note tabacco sono spesso associate alla sfaccettatura cuoio.