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Le spezie
Come mai le spezie racchiudono in sè, così potente, il fascino e l’esotico mistero dei loro paesi d’origine? Come mai basta un pizzico di cannella, di noce moscata, di chiodi di garofano, di cumino, per evocare paesaggi di luoghi lontani, sapori, colori e odori al tempo stesso familiari ed arcani? Le spezie possiedono il magico potere di trasportarci lontano, di ricreare nel nostro immaginario atmosfere da “Mille e una notte” cariche di seduzione.
Da sempre considerate un genere di lusso, utilizzate soprattutto in cucina e per le loro virtù medicinali, le spezie sono conosciute ed apprezzate sin dai tempi più remoti. Merce di scambio a volte più ricercata dell’oro, furono uno dei motivi che spinsero mercanti ed esploratori a ricercare nuove rotte commerciali intorno al mondo. Gli Egizi usavano erbe e spezie per l'imbalsamazione e per la cosmesi del corpo; i Fenici le rivendevano in tutto il Mediterraneo; per secoli gli Arabi furono gli intermediari privilegiati negli scambi con l'Oriente e l'Africa a sud del Sahara e mantennero segreta la provenienza delle spezie per assicurarsene l’esclusiva. Nel Rinascimento Venezia e Genova divennero i principali centri dove le spezie affluivano per poi raggiungere tutta l’Europa.


Nel XV secolo i Portoghesi scoprirono nuove rotte verso Oriente e aprirono la rotta delle Spezie,  la via marittima che dall'Europa portava all'India e oltre, fino alle Isole delle Spezie (Molucche). Sulla nuova via commerciale venivano importate soprattutto spezie come il pepe, i chiodi di garofano, la noce moscata e la cannella. La scoperta della rotta di circumnavigazione dell’Africa e la fondazione della Compagnia delle Indie Orientali tolsero definitivamente il monopolio del commercio delle spezie ai porti del bacino del Mediterraneo. Anche la scoperta del Nuovo Mondo aprì nuove frontiere: Cortes riportò dal Messico la vaniglia e il cioccolato e gli Spagnoli piantarono lo zenzero nelle loro nuove colonie. Attualmente l’India è ai vertici mondiali nell’esportazione di spezie (principalmente pepe, cardamomo, zenzero, cumino e curry) seguita dall'Indonesia (pepe, noce moscata, cardamomo), Brasile (pepe), Madagascar e Malaysia (pepe e zenzero).




Ma le spezie non hanno accompagnato la storia dell’uomo solo da un punto di vista puramente culinario o medicinale: sono state utilizzate in cosmetici ed unguenti profumati sin dai tempi degli antichi Egizi.
Alle composizioni profumate della profumeria moderna, le spezie conferiscono un carattere deciso, caldo e passionale a profumi maschili e femminili di grande forza. Mai troppo preponderante in un profumo, in abbinamento ad esempio con i fiori, la sfaccettatura speziata ne esalta il fascino e la carica di seduzione con calorosa esuberanza; sottolinea con brio il tocco etnico dei legni; evidenzia con intensità la ricchezza opulenta, misteriosa ed avvolgente delle note orientali. Vi sono spezie utilizzate più frequentemente nelle fragranze femminili, come cannella e bacche rosa ed altre considerate più “maschili” come il cardamomo, il pepe nero ed il coriandolo.





Materie prime molto in vista negli ultimi due anni, sono presenti in molte composizioni. Ritroviamo la vivacità delle bacche rosa in molti profumi femminili, come The Iceberg Fragrance, Elle di YSL, Fico di Amalfi Acqua di Parma, Fendi Palazzo e Moschino Funny. Dell’albero della cannella, della pregiata varietà di Ceylon, si possono utilizzare le foglie dall’odore verde, con un effetto un po’ metallico, come in L di Lolita Lempicka o I love love di Moschino, o la corteccia essiccata, dai tocchi legnosi, più calorosa ed avvolgente, misteriosamente sensuale (Feminitè du Bois di Shiseido, Rousse di S. Lutens, Black Orchid di Tom Ford). Il cardamomo caratterizza, con la sua freschezza dalle sfumature canforate ed esperidate, un grande classico come Declaration di Cartier. Il coriandolo, aromatico e leggermente rosato, è uno dei componenti di Dior Homme. Il pepe nero apporta tonalità decise e misteriose (Gucci by Guccy Man, Hilfiger Est. 1985, entrambi del 2008), mentre lo zenzero ha un effetto fresco, pungente e pulito, per fragranze come Tokyo di Kenzo, Eau de Gingembre di Roger & Gallet o Five o’clock au Gingembre di S. Lutens. I chiodi di garofano dall’odore ricco e cuoiato, entrano nella composizione di L’air du temps di Nina Ricci e di Opium di YSL (1977, uno dei profumi femminili ancora oggi più venduti).


Il preziosissimo zafferano, una delle materie prime naturali più costose, apporta le sue note calde dalle evocazioni di fieno e cacao a Ungaro di Ungaro, Panama di Borsalino e Magnifique di Lancôme. La noce moscata, con la sua tonica freschezza ricorda atmosfere familiari e parallelamente immagini di terre lontane, appare nel 1919 nella composizione di un grande classico femminile: Mitsouko di Guerlain; successivamente in Equipage di Hermes, Kenzo Jungle, Arpège pour Homme di Lanvin e in Cacharel pour Homme, ma accende anche l’anima dinamica della recente creazione Le Parfum di Max Mara.