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L'apporto della scienza

Lo sviluppo della chimica organica, che ha portato alla scoperta dei prodotti sintetici per la profumeria, si situa attorno alla fine del XIX secolo ed ha arricchito e continua ad arricchire la “regia” del profumiere, dandogli la possibilità di conferire maggiore originalità alle sue composizioni. Infatti, alla scoperta di una grande molecola spesso corrisponde la creazione di un grande profumo.

Origini e ispirazioni sono diverse. Vi sono quelle isolate dalle piante, come la cumarina (1868) dalle fave di tonka, il linalolo (1919) dal legno di rosa e l’eugenolo (1939) dai chiodi di garofano, per citarne solo alcune. Quelle completamente “astratte”, come gli aldeidi hanno segnato una tappa fondamentale nell’evoluzione dei profumi femminili con creazione di fragranze “cult”: Chanel n°5, Arpège, L’Interdit di Givenchy, Rive Gauche, First, White Linen. Altrettanto importanti gli sviluppi delle molecole marine che hanno aperto nuovi orientamenti olfattivi nei primi anni ’90 e l’ideazione dei muschi bianchi, vera e propria rivoluzione nell’ambito della sensualità e dell’ecologia.
 
Perché, contrariamente ad un’opinione diffusa, le molecole di sintesi non costituiscono una riproduzione economica della natura, anzi sono diventate un complemento indispensabile delle sostanze naturali e una compensazione di quanto la natura ci offre in modo variabile e discontinuo, nel rispetto della preservazione dell’ambiente.
La produzione di ogni nuova molecola rappresenta investimenti consistenti per anni di ricerca, seguiti da processi di fabbricazione spesso lunghi e complessi, test di tossicità e registrazioni di costosi brevetti prima di ottenere sostanze che permetteranno di esprimere nuove emozioni. Niente di sorprendente se le aziende riserveranno quelle più innovative all’uso esclusivo dei loro creatori per alcuni anni come “corps captifs”, pratica appannaggio di aziende specializzate: Firmenich, Givaudan, Symrise, I.F.F., Takasago.
 
E la ricerca non si ferma mai. Nuovi orizzonti si profilano con i risultati ottenuti dalla chimica chirale fondata sul processo di sintesi asimmetrica, che permette di isolare e produrre molecole innovative (enantiomeri), come alcune note fruttate o di musk, dalle prestazioni olfattive molto elevate. Per lo sviluppo di tali metodi, il professore Ryoji Noyori, membro del consiglio di amministrazione di Takasago Giappone ha diviso il premio Nobel per la chimica nel 2001con William S. Knowles e K. Barry Sharpless.