L’arte della creazione di un profumo è tutt’altro che ovvia ed accessibile: si basa sull’applicazione di regole e metodologie complesse e attinge a strumenti tecnici sempre più sofisticati. Dal semplice artigianato sta evolvendo, anche nel mondo del naturale, verso una dimensione nella quale la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica costituiscono un valore aggiunto alla rarità ed alla preziosità intrinseca di alcune materie prime.
Sono circa 3.000 le materie prime a disposizione di un creatore profumiere, classificate sulla “regia del profumiere” (in francese l’orgue) o organo, dalla quale attinge per “comporre” le sue creazioni. Le materie prime hanno diverse origini: naturale, di sintesi o riproduzioni e vengono ottenute attraverso processi di trasformazione diversificati.
Con gli strumenti a sua disposizione, le conoscenze tecniche acquisite durante il suo percorso accademico o l’apprendistato, il naso comporrà una formula secondo una precisa metodologia.
Deve utilizzare le materie prime come un pittore adopera la tavolozza dei colori, sfruttandone al massimo gli effetti e tenendo conto della loro interazione per dare vita ad una creazione sicuramente unica ma anche fisicamente stabile, usando la sua formazione di chimico. Con un sfida in più: quella di anticipare con l’immaginazione nella fase iniziale di stesura della formula su carta, il risultato olfattivo finale. Come un musicista…
Dal punto di vista puramente tecnico, una composizione è un assemblaggio in successione di materie prime complementari tra di loro.
Ogni accordo di materie prime della stessa famiglia costituirà una sfaccettatura olfattiva con specifiche caratteristiche fisiche, che nell’evaporare con diversa volatilità costituiranno la struttura teorica del profumo o “piramide”, divisa in 3 fasi di sviluppo: la testa, il cuore e il fondo.