Dal 1970 al 2000: il trionfo del made in Italy

Dopo un inizio stentato a causa della crisi energetica, in Italia alcuni settori produttivi come la moda, diventano terreno fertile dove il gusto raffinato e lo stile dei designer germoglia e si consolida fino a diventare l’immagine stessa del prodotto italiano nel mondo: nasce il made in Italy.

1971 – 1980

In Italia i primi anni ’70 sono quelli della crisi energetica e dell’austerity. Mentre i consumi interni subiscono un calo, si afferma all’estero il made in Italy, un concetto che diventa nel mondo sinonimo di stile ed eleganza. Dalla moda al design, dal cibo ai gioielli, passando dalle scarpe alle automobili sportive i prodotti italiani arrivano nei più remoti angoli del mondo. Gli stilisti italiani cominciano a creare le loro prime fragranze: Gucci nel 1974, Valentino Garavani nel 1976, Mila Schön nel 1981, Krizia nel 1981. Nascono aziende come ICR nel 1975, Euroitalia, Florbath.

La fine del decennio vede un cambio di prospettive in tutti i settori produttivi: non si tratta più solo di produrre e di vendere, ma di analizzare il mercato e il comportamento dei consumatori per rispondere alle loro aspettative e dunque di ottimizzare la redditività. Anche per il profumo l’importante è il messaggio che trasmette. Si vedono emergere in questi anni stili di vita contrastanti, coesistono parecchie tendenze: femminismo, ritorno alla natura, movimento gay, punk, neo-romanticismo. L’uomo dissocia profumo e dopobarba, appaiono, dopo le eau de toilette, veri e propri profumi maschili.

1981 – 1990

Compaiono concetti come bellezza “multiforme”, appartenenza a un “clan” per il proprio abbigliamento, pettinatura, profumo. E’ l’esplosione del body building: il corpo deve essere espressione di agilità ed efficacia. Il profumo maschile esalta il corpo dell’uomo, mentre le donne sottolineano il loro successo nel campo del lavoro con fragranze forti.

1991 – 2000

Sono gli anni della globalizzazione. Collegati ormai da internet, dai satelliti, dai telefoni cellulari, gli abitanti del villaggio globale sviluppano stili di abbigliamento, musicali e linguistici dal destino spesso tanto effimero quanto quello delle mode che li hanno ispirati, senza una reale tendenza dominante.

In Italia nasce Acqua di Parma, e Bulgari e Ferragamo propongono sul mercato le loro prime fragranze. Affermando la loro appartenenza a un gruppo, una “tribù”, le giovani generazioni adottano uno stile spesso unisex.

La comparsa dei movimenti ecologisti e il successo delle medicine non tradizionali esprimono una generale aspirazione al naturale e alla dolcezza. Le nuove fragranze richiamano l’acqua con profumi definiti marini, acquatici, vegetali. Alcuni profumi uniscono dolcemente il gusto e l’odorato: vaniglia, caramello, latte… in una evocazione del mondo dell’infanzia.

Si può notare una grande diversità olfattiva: grazie a metodi economicamente e tecnicamente sempre più performanti, il nostro ambiente olfattivo, fino alle fragranze più rare, può essere riprodotto sia dall’industria della profumeria che da quella degli aromi.