François Demachy e Dior

Noi profumieri siamo al tempo stesso autori, compositori e interpreti. Parliamo una lingua che molti comprendono ma che pochi sanno parlare: il linguaggio degli odori… Traduco ciò che sento su uno spartito di note profumate“.

François Demachy nasce a Cannes nel 1949 e trascorre tutta la sua infanzia a Grasse, i cui odori costituiranno la sua olfattoteca futura. Nella farmacia paterna a Grasse, che vanta tra i suoi clienti Edmond Roudnistka, compone la sua “Eau de Grasse Impériale”. Durante l’adolescenza frequenta stages presso case profumiere e laboratori e familiarizza con tutti i mestieri della profumeria. Nel 1971 entra in Charabot, azienda leader nella produzione di materie prime naturali. Dedicherà cinque anni a sviluppare le sue competenze creative e lavorerà ai suoi primi brief prima di soggiornare per un anno nella filiale statunitense della casa. Nel 1977 raggiunge Chanel come “naso” in collaborazione con Jacques Polge: viene in seguito nominato direttore ricerca e sviluppo e partecipa alla creazione di tutti i profumi Chanel, Ungaro, Bourjois e Tiffany.

La vera svolta arriva nel 2006 con la designazione a direttore dello sviluppo olfattivo profumi della divisione Profumi e Cosmetici del gruppo LVMH (Dior, Fendi, Acqua di Parma) e profumiere creatore per Dior, dando vita, a volte in collaborazione con case essenziere, a numerose creazioni tra le quali:
Dior Homme Cologne
Fahrenheit 32
Colonia Intensa di Acqua di Parma
Midnight Poison
Miss Dior Chèrie
la serie delle Cologne Escale
tutte le fragranze della Collezione Alta Profumeria Dior

François Demachy ama la cultura giapponese ma è particolarmente legato ai luoghi che beneficiano di un clima mediterraneo, dove si coniugano mare, terra e calore del sole. E’ molto legato all’Italia, alla sua cultura e alle città di Siracusa e Siena.

Credo alle virtù dell’aromacologia: una colonia fresca, dagli accenti mediterranei di agrumi e sentori aromatici mette immediatamente di buonumore”.

 

Intervista a François Demachy, in occasione della consegna del riconoscimento speciale 2016 di Accademia del Profumo al “naso” creatore per Sauvage Dior

François Demachy, maître-parfumeur di Dior dal 2006, cresciuto a Grasse, la culla della profumeria, ha scoperto le materie prime e gli alchemici misteri del mondo profumato sin da giovane. <<Mio padre era farmacista a Grasse, fabbricava la sua Colonia – l’Eau de Grasse Impériale – e io lo aiutavo a riempire i flaconi durante le vacanze estive. Per pagarmi gli studi, inoltre, mi capitò di lavorare da Charabot, in una fabbrica di profumi>>.

Entrare in un’azienda permise a François Demachy di conoscere tutte le fasi di produzione e, soprattutto, di approfondire la conoscenza delle materie prime lavorandole: <<all’inizio fu molto difficile, bisognava individuare un repertorio di tanti odori e classificarli secondo un ordine ben preciso. Una logica che ho sempre conservato nel mio modo di formulare. Continuo da allora ad annotare nello stesso quaderno i nomi delle materie prime che evocano la tavolozza che voglio esprimere nelle mie creazioni>>.

A 27 anni Demachy, arricchito da un’esperienza a New York per Charabot, vince un concorso per giovani profumieri e inizia a lavorare in Chanel dove rimane per 28 anni, fino al 2006, anno in cui entra nel gruppo LVMH.

Da sempre lo accompagna una profonda conoscenza e amore per le materie prime tra cui la rosa e il gelsomino di Grasse, il bergamotto di Reggio Calabria, le spezie scoperte a Zanzibar, il patchouli, la preziosa ambra grigia: <<queste materie prime sono magiche, quando si memorizzano le loro qualità non si possono dimenticare. E’ per questo che gran parte del mio lavoro consiste nel garantire la nobiltà degli ingredienti usati nelle formule>>. Il profumo che ama di più resta comunque quello dei pini marittimi, un mix tra odore di mare, cisto e resina di pino, quello del patchouli.

La giornata lavorativa di François Demachy è quasi totalmente concentrata sulle fragranze. Con il suo team di lavoro, pensa, scrive e seleziona gli ingredienti con cui saranno composti i profumi. Quanto impiega a creare un nuovo profumo? <<Non ci sono regole; studiamo diverse soluzioni e continuiamo a lavorare differenti aree fino a essere pronti al lancio che, in media, avviene dopo circa 18 mesi>>. Anche quando il profumo è finito, Demachy non vorrebbe mai fermarsi: ricorda il pittore francese Pierre Bonnard che andava in giro di notte con i suoi pennelli nelle gallerie dove erano esposti i suoi lavori per modificare o sistemare un dettaglio nei suoi quadri…

A cinquant’anni dal lancio del famoso Eau Sauvage, François Demachy crea il nuovo profumo, Sauvage. Nobile e rude al tempo stesso, una fragranza che parla di grandi spazi, ariosa. <<Per creare Sauvage, sono partito dall’uomo. Una mascolinità decisa ed evidente. Come l’immagine di un uomo al di là delle mode e del tempo>>.

Ed è proprio grazie a quest’ultima creazione che Demachy riceve, nel 2016, il riconoscimento speciale di Accademia del Profumo dedicato al “naso” profumiere dell’anno, rivolto al creatore del profumo che ha ottenuto i migliori risultati di vendita nei primi sei mesi dal lancio sul mercato italiano. Il riconoscimento è stato assegnato durante la cerimonia di consegna dei premi Accademia del Profumo, lunedì 4 aprile 2016 a Milano.