Gli artigiani e le industrie produttrici hanno messo a punto nel tempo processi di lavorazione diversificati per ricavare le migliori sostanze odorose dalle piante a seconda del loro stato fisico. Ogni processo dà origine a risultati olfattivi diversi che consentono di ampliare la collezione di componenti a disposizione del creatore.

Enfleurage

Si adagiano i petali su una lastra di vetro, detta telaio, ricoperta di grasso che ne assorbe l’odore.
L’operazione viene ripetuta circa 30 volte per ottenere una pomata profumata. Si raschia la pomata dal telaio e la si lava in alcool, ottenendo un olio profumato che viene filtrato, dando origine all’”assoluto” dal quale si raffinerà il profumo.

Nell’enfleurage a caldo i petali vengono gettati nel grasso fuso a bagnomaria e mescolati per due ore. Dopo circa dieci giorni, nei quali i fiori vengono rinnovati ogni giorno, il grasso saturo viene filtrato secondo lo stesso procedimento dell’enfleurage a freddo.

In entrambi i casi, l’alcool profumato così ottenuto si chiama “assoluto puro in pomata”.

Infusione

Si tratta di una lavorazione particolarmente appropriata per materie prime di lenta maturazione, di origine vegetale, come baccelli di vaniglia, rizoma di iris, fave di tonka, e di origine animale, come zibetto, muschio, ambra e castoreo.
Si procede con la macerazione delle sostanza nell’etanolo a concentrazioni variabili per terminare con una filtrazione. Se l’operazione avviene a caldo, si parla di infusione, se invece avviene a freddo viene denominata tintura.

Spremitura

La spremitura è una tecnica di estrazione riservata alle scorze degli agrumi, che si avvale di azioni meccaniche quali raschiatura, pressione, centrifugazione, ecc…

Le ghiandole oleifere della buccia sono compresse da un torchio o aperte con raspe e l’olio liberato è trascinato con corrente d’acqua per poi separarsene per centrifugazione. Più recentemente si procede con la spremitura tramite torchio idraulico, dove gli agrumi vengono sminuzzati e la loro polpa distillata a vapore.

Distillazione a vapore acqueo, molecolare e frazionamento

Distillazione a vapore acqueo

La distillazione è una tecnica antichissima, probabilmente di origine mesopotamica, che è stata sviluppata dagli Egizi e perfezionata nel Medioevo dagli Arabi. Sfrutta il principio secondo il quale la maggior parte delle molecole odorose racchiuse in un fiore, una resina, un grappolo possono essere trasportate dal vapore.

In una caldaia (alambicco) vengono mescolate le sostanze da distillare con una quantità d’acqua pari a cinque volte il loro peso. Si porta a ebollizione e l’acqua si trasforma in vapore che passa attraverso le sostanze odorose e si carica di olii essenziali. Questo “vapore odoroso”, convogliato tramite un collo di cigno a un refrigeratore (una lunga serpentina immersa in un contenitore di acqua fredda), si condensa e cola in un vaso di decantazione. Per differenza di densità, l’olio essenziale viene separato dall’acqua (che resta profumata e può venire utilizzata) e raccolto. Il risultato è leggero e mediamente volatile.

 


Distillazione molecolare

I comuni processi di trasformazione in genere producono assoluti o olii essenziali, il cui odore traduce parte delle trasformazioni subite e non ricalca sempre fedelmente quello della pianta nel suo habitat naturale. Grazie all’uso del sottovuoto con un circuito di vapore ridotto e a basse temperature, la distillazione molecolare consente di trattare prodotti a elevato punto di ebollizione senza danneggiarne l’odore.
Durante questo processo i materiali colorati non vengono distillati, raggiungendo la necessaria separazione e permettendo di creare prodotti incolori e quindi più versatili per gli usi attuali della profumeria e di rispondere alla richiesta del pubblico di prodotti sempre più autentici.

Frazionamento

Estrapolazione tecnologica della distillazione, il frazionamento rappresenta una tecnica sempre più diffusa. Consente di isolare le varie frazioni di un olio essenziale ed eliminarne le parti meno gradevoli per mantenere solo le sezioni più nobili e procurare delle materie prime di grande finezza e qualità. Operazioni come la deterpenazione (eliminazione dei terpeni) e la rettificazione (separazione delle resine) rendono le essenze più stabili e meglio conservabili.

Estrazione con solventi volatili e tramite CO2

Estrazione con solventi volatili

Il procedimento fu presentato per la prima volta all’Esposizione Internazionale di Vienna nel 1873 e da allora viene applicato sia a materie prime essiccate che a materie prime fresche.

In un apposito recipiente, detto estrattore, si effettuano ripetuti lavaggi della materia naturale con un solvente volatile (ad esempio l’esano) che possiede un alto potere solubilizzante e si elimina facilmente per evaporazione. Seguendo tempi prestabiliti si ottengono il principio olfattivo, le cere e i pigmenti. In seguito a ripetuti passaggi nel vaso di decantazione, si raccoglie alla fine da una parte il concentrato profumato e colorato, più o meno solido (concreta), e dall’altra il solvente che sarà recuperato e riutilizzato.

Nel caso in cui la materia prima trattata sia un balsamo, una gomma o una resina, si ottiene un resinoide, che potrà essere utilizzato in questa stessa forma dai profumieri. Le concrete invece subiscono un altro trattamento, l’estrazione con alcool, allo scopo di ottenere un prodotto più puro, l’assoluto. Il concentrato trattato viene in seguito filtrato, congelato e di nuovo filtrato, per essere separato dai residui cerosi non solubili, e infine concentrato sotto vuoto per eliminare tutte le tracce di alcool.

Estrazione tramite CO2 o super critica

E’ un metodo di estrazione delicato poiché permette di estrarre sostanze odorose poco volatili, come quelle emanate dalle spezie e, in generale, le materie prime secche. Inoltre, non ci sono alterazioni termiche dell’odore, non sussistono tracce di solventi e si ottengono materie dagli odori estremamente puri.

E’ un procedimento ispirato all’estrazione con solventi volatili: l’anidride carbonica passata alla forma liquida sotto pressione (stato supercritico) e a bassa temperatura sostituisce l’esano o altri solventi. L’estratto ottenuto può assomigliare a un resinoide che, mediante lavaggio con alcol, si trasforma poi in assoluto.