BERGAMOTTO

Lo chiamano Oro Verde di Calabria. È presente nelle note di testa del 90% dei profumi esistenti e rappresenta l’eccellenza italiana. Il bergamotto dona una freschezza solare e trasparente, molto elegante, adattandosi sia a fragranze maschili che femminili, per questo, tra gli agrumi, è il più utilizzato nelle composizioni. Negli anni Duemiladieci la profumeria ci ha inondato di Eaux, di Aqua, quindi il bergamotto diventa un “ingrediente” utilizzatissimo. L’olio essenziale si ottiene spremendo a freddo la scorza: per ottenerne 1 kg servono 200 kg di bergamotto.

Si raccoglie da novembre e febbraio, solo  in Calabria. 1400 ettari dedicati a questa coltivazione distribuiti su circa 140 km di costa ionica. Esistono circa 110 coltivatori del prezioso agrume, ma quando si parla di olio essenziale, si parla di Capua: un’azienda familiare che coltiva agrumi dal 1880. Essenzieri e prestigiosi marchi della profumeria internazionale scelgono la produzione Capua per le proprie composizioni.

 

LEGNI AMBRATI

Quando parliamo di legni ambrati, parliamo unicamente di note di sintesi. Molecole innovative e insolite che presentano caratteristiche molto differenti, a volte contrastanti. Perché ‘legni’ e perché ‘ambrati’?
Legni, perché alcune materie prime come Iso E Super®, Javanol®, hanno sfumature che riportano a note legnose naturali: patchouly, sandalo e vetiver.
Ambrati, perché altre molecole ricordano le caratteristiche note dell’ambra grigia, carezzevoli e avvolgenti come cashmeran e ambroxan, allo stesso tempo stridenti e leggermente salate come amber xtreme.
Queste materie prime non sono di recente creazione (Iso E Super® nasce nei laboratori di IFF nel 1973), ma hanno raggiunto il centro della scena solamente in questi ultimi anni, inizialmente dominanti nei profumi maschili, ora sempre più anche nei profumi femminili.

 

NOTE VERDI

Tra le moderne note verdi, il Triplal® (IFF) e Esenolo-3-Cis sono nuove molecole che hanno dato una svolta rispetto alle classiche materie prime verdi usate nelle composizioni, come foglie di violetta e galbano. Le prime sono più cupe e terrose, dal tipico sentore di erba tagliata, mentre queste di nuova generazione sono più luminose e immediate: ricordano il profumo di un prato umido di rugiada. Tra gli scatti di Antonella Pizzamiglio per la mostra ‘Profumo 30 anni di emozioni’, una foto racconta proprio il Triplal®.