Accademia del Profumo, per celebrare il suo trentesimo anniversario, ha dato appuntamento ad appassionati, esperti e curiosi del mondo delle fragranze al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano (Via San Vittore, 21), sabato 3 e domenica 4 ottobre 2020, con la seconda tappa della mostra PROFUMO 30 ANNI DI EMOZIONI.

«Il Museo della Scienza e della Tecnologia è un’istituzione per la città di Milano – commenta la Presidente di Accademia del Profumo, Ambra Martone – e siamo orgogliosi di aver portato proprio qui questa mostra per celebrare l’importante traguardo dei trent’anni di attività. Il Museo, inoltre, è intitolato a Leonardo da Vinci, uno dei più grandi geni della storia del nostro paese che, come forse non molti sanno, ha portato importanti innovazioni anche nel campo della profumeria, come l’infusione in acquavite e la moderna tecnica dell’enfleurage. Non potevamo, quindi, trovare un luogo più rappresentativo e simbolico come cornice per questo percorso speciale tra sfaccettature olfattive e immagini evocative».

Al centro dell’iniziativa un racconto sull’evoluzione olfattiva delle ultime tre decadi, con un focus sulle specialità del territorio italiano utilizzate nell’industria della profumeria. In mostra dodici temi olfattivi, naturali e di sintesi, accompagnati dalle immagini colte dall’obiettivo della fotografa Antonella Pizzamiglio che, proprio ispirata dalle essenze stesse, ha realizzato degli scatti inediti, con una camera digitale senza elaborazioni informatiche. Un percorso che, attraverso la scoperta delle note olfattive che hanno segnato la storia della profumeria dagli anni ’90 a oggi, trasporta i visitatori in un viaggio che dall’idea porta alla creazione di un profumo, cogliendone l’attimo sociale e il desiderio ispirato.

«Quando mi è stato affidato questo lavoro – racconta Antonella Pizzamiglio – mi sono stati consegnati dei flaconi senza alcuna indicazione e ho iniziato la mia ricerca annusandone il contenuto e annotandomi qualsiasi sensazione mi suggerissero: un’immagine, un colore, un oggetto… A gennaio mi è stata svelata la prima nota olfattiva scelta: l’iris. Inizialmente ho deciso di realizzare uno scatto del fiore e del rizoma, da cui il profumo viene estratto. Ne è uscita una bellissima foto, ma ho capito che non era quello che stavo cercando e ho destinato quello scatto a una mostra sui fiori. Per quella di Accademia mi sono resa conto che avrei dovuto trasformare in immagine qualcosa di invisibile, la materia prima, e che avrei, quindi, dovuto trovare il modo di rappresentare un’emozione. Rileggendo le sensazioni annotate sul mio taccuino, ho ricominciato a scattare e sono passata così a delle fotografie totalmente astratte».