In base a quali criteri sono definiti i profumi? Perché un profumo è fiorito piuttosto che orientale, muschiato, ecc?

Per facilitare la classificazione degli odori, il profumiere londinese Eugène Rimmel alla fine del 19° secolo propose la divisione delle materie prime in 18 gruppi a seconda del loro grado di volatilità e persistenza. Nasceva così il concetto di sfaccettatura o sotto famiglia. In seguito le sfaccettature stesse furono organizzate nella virtuale struttura piramidale. Le sfaccettature furono poi a loro volta raggruppate in famiglie o sfaccettature dominanti: la famiglia è il principale segno di riconoscimento che ci permette di classificare i profumi, a seconda della sfaccettatura la cui presenza domina olfattivamente la composizione.

Definire quindi una fragranza come fiorita significa riconoscere nella composizione una nota dominante di fiori nobili e opulenti come la rosa, il gelsomino, la tuberosa o l’ylang-ylang. Si parlerà in questo caso di un profumo fiorito ricco. Se invece si tratterà di fiori come il neroli, il geranio, l’essenza di rosa o specialità quali la fresia o il mughetto, la composizione risulterà più leggera e ariosa e sarà fiorita fresca. Il termine orientale, invece, designa un accordo costruito attorno a note vanigliate e patchouli e completato e arricchito da accenti speziati. I profumi che appartengono a questa famiglia evocano atmosfere esotiche di calda sensualità.

Naturalmente, una fragranza è composta da un numero notevole di materie prime appartenenti a svariate sfaccettature, le quali contribuiscono attorno al tema dominante a conferire a ogni fragranza una personalità unica.