Quando si parla di profumi alla vaniglia, si tratta di composizioni dove predomina l’odore della vaniglia ma la cui personalità finale è legata al mix completo. La vaniglia unita a spezie e legni avrà un carattere più caldo e secco mentre in associazione a note fiorite o fruttate risulterà più morbida e con un’impronta gourmand.

A conferire caratteri leggermente diversi alla vaniglia contribuisce anche il metodo di estrazione utilizzato per ricavarne il principio olfattivo: l’assoluto di vaniglia, ottenuto tramite estrazione con solventi volatili o in un metodo artigianale tramite infusione con macerazione in alcool, consente di ottenere un prodotto dal carattere liquoroso e dalla nota misteriosa e amara che pochi intenditori riescono a identificare come vaniglia.

La similitudine tra vaniglia, vanillina e benzoino è legata a un comune effetto avvolgente e sensuale, ma si tratta di materie prime totalmente diverse. Il benzoino (styrax benzoin) è una resina prodotta da un albero tropicale il cui siero, che cola dalle incisioni praticate sul tronco, si indurisce all’aria in “lacrime” che in tutto l’Oriente, da tempi remotissimi, venivano bruciate per allontanare le avversità dalle mura domestiche. Il suo impiego nelle composizioni profumate dona un effetto di preziosa rotondità, impalpabile come cipria.

La vaniglia (Vanilla Plantifolia) è una specie di orchidea, attualmente l’unica coltivata per usi non ornamentali. Questa pianta, originaria della fascia centroamericana dove l’impollinazione avveniva grazie all’opera di un insetto, provocò al suo arrivo in Europa un vero e proprio “innamoramento”: le grandi dame la utilizzavano per profumare il bagno e il re Luigi XIV ebbe per primo l’idea di introdurne la coltivazione nell’Isola Réunion. L’operazione riuscì però solo verso la metà del 19° secolo quando si scoprì la tecnica di impollinazione artificiale. Attualmente Réunion è il maggior produttore mondiale di vaniglia Bourbon. I metodi impiegati per estrarre l’olio essenziale dai baccelli sono molto complessi ma il prodotto ricavato è di qualità superiore e ricco di vanillina. La varietà di vaniglia Tahiti, più delicata e con note fruttate, contiene anche una parte di eliotropina.

La vanillina è la componente che conferisce alla vaniglia il profumo tipico che evoca i ricordi dell’infanzia: si tratta di un’aldeide aromatica, isolata nello studio della vaniglia naturale e sintetizzata per la prima volta nel 1874 dal chimico tedesco Willhelm Haarmann. Trova impiego soprattutto nell’industria alimentare, dati i costi di produzione più economici rispetto alla vaniglia naturale. E’ quella che ci risulta più familiare con la sua impronta più zuccherosa che evoca l’odore dei dolci.