Il 4 giugno 2010, a Pechino, in occasione del Forum economico Italia-Cina, nell’ambito della missione di Confindustria, ICE e ABI, Accademia del Profumo ha presentato il primo Orto della Bellezza Italiana.

La miniatura “Primavera e profumi”, emblema del logo di Accademia del Profumo, diventa per l’artista italiana Ornella Piluso – in arte topylabrys – fonte di ispirazione per la prima “zolla” dell’orto della bellezza: l’artista, con un’esibizione in diretta, si ispira alla semina per iniziare un’installazione d’arte, un orto contemporaneo fatto di cubi trasparenti. Pian piano l’orto cresce grazie all’apporto di tutti: facendosi guidare dall’olfatto, ciascuno sceglie il proprio odore/elemento da “piantare”. Alla fine, l’orto diventa un’opera collettiva profumata: l’arte da visiva diventa olfattiva.

L’ispirazione di partenza di questo progetto è l’orto. E’ il luogo dove si coltivano i valori-cardine dell’eccellenza italiana: la tradizione, la ricerca, il benessere, l’eco-sostenibilità, la condivisione. Nell’orto convivono le espressioni che, nel corso dei secoli, hanno testimoniato la genialità degli artisti italiani.

Accademia del Profumo ha inaugurato questo non-luogo della creatività partendo dal suo patrimonio estetico per esaltare il concetto di bellezza italiana nelle diverse forme d’arte. Ambasciatore di questo messaggio il profumo che comunica attraverso emozioni di grande impatto.

Il profumo è momento d’arte, non-forma, e consente di “vedere” anche con il naso. Attraverso l’olfatto l’uomo ha la possibilità di captare l’essenza della realtà con immediatezza, senza passare attraverso l’elaborazione razionale. L’olfatto restituisce la possibilità di riconoscere le cose senza vederle e toccarle, e imprime nella psiche una “memoria” indelebile. Il profumo diventa psychè, in greco “anima e respiro”, perché il profumo alla fine è l’anima delle cose, imprigionata nella materia.

“Ogni giorno i profumi mi trasportano in mondi incantati,
compagni inarrivabili della bellezza, dello spirito, dell’amore.
Senza di loro mi sentirei deserto e solo”.

Chin Chia, poeta cinese della dinastia Han (200 d.C.)