Nel Rinascimento, le principali corti sono collegate tra loro e le formule e i prodotti cosmetici sono oggetto di una vivace rete di scambi, al servizio di una sperimentazione che interessa alchimia, farmacia e botanica.

Le figure femminili dell’epoca – Caterina Sforza, Isabella d’Este, Lucrezia Borgia – si occupano di erboristeria, medicina e cosmetica e proprio un’italiana, Caterina de’ Medici, esporta in Francia cosmetici e profumi di cui già faceva largo uso a Firenze. E un’altra donna, Lisa Gherardini – protagonista de La Gioconda – utilizza un estratto curioso e misterioso per l’epoca… il distillato d’acqua di chiocciole che possiamo considerare come il precursore dell’odierna bava di lumaca.

Anche gli unguenti per “levare i peli” sono oggetto degli esperimenti di Leonardo e di Caterina Sforza, veri e propri anticipatori delle moderne paste depilatorie e cerette a strappo.

I “secreti cosmetici” sono scambiati tra le corti italiane per ottenere “imperitura salute e bellezza”

 

(testi a cura di Maria Pirulli)