Nelle corti rinascimentali l’uso delle spezie, dei profumi e il loro legame con l’alchimia è consuetudine. L’alchimia riguarda la trasformazione di sé stessi, la propria purificazione attraverso l’uso di sostanze che prevedono la lavorazione in laboratori con alambicchi e strumenti, precursori della realizzazione moderna dei prodotti: in questo mondo, a cavallo tra esoterismo medievale e artigianato di stampo preindustriale, ha un posto preminente l’allora nascente cosmesi.

La cosmesi rinascimentale è ricca di aspetti suggestivi che ci rimandano a un mondo magico. La donna e la sua rappresentazione sono simboli universali e messaggi di una cultura dalla valenza, sacra o profana che sia, immensa. L’elemento più importante risiede nella promozione della donna grazie all’estetica. Per la prima volta la donna si avvicina alla perfezione, parzialmente affrancata da una tradizione che l’ha finora demonizzata.

 

 Nel Rinascimento l’arte della cosmesi diventa importante

e le donne acquisiscono un ruolo di primo piano

 

Negli anni della permanenza di Leonardo a Milano, la città è uno dei centri dell’Occidente maggiormente attenti alla cura dell’aspetto, del corpo e ai profumi. Alla corte di Ludovico il Moro, Leonardo organizza feste, disegna abiti e costumi; inventa tessuti e gioielli. Molto attento alla cura di sé, si dedica alla creazione di fragranze, sia maschili che femminili.

A Milano è molto diffuso, come a Venezia, l’uso di profumarsi e antica è la consuetudine dei barbieri che vendono cosmetici e profumi. Qualcuno, al servizio della corte, si fa chiamare “Magistro da profumi” e vende alle dame boccette di miscele per biondeggiare le chiome, moda comune a Venezia. Nel 1491, Ludovico il Moro istituisce il consorzio dei barbieri.

Leonardo da Vinci incarna pienamente lo spirito del suo tempo.

 

 

(testi a cura di Maria Pirulli)