Realizzare prodotti sempre più sostenibili, che possano vantare un minore impatto lungo tutto il ciclo di produzione e di consumo è una sfida di grande attualità, comune a tanti settori, che riguarda anche la profumeria. Per questo, Accademia del Profumo ha scelto di istituire un riconoscimento speciale all’innovazione responsabile delle fragranze, di cui quest’oggi ha annunciato il vincitore.
A conquistare la vetta del podio è My Way Giorgio Armani, che festeggia il suo secondo successo: lo scorso maggio era già stato insignito del titolo di Miglior creazione olfattiva femminile nell’ambito del Premio Accademia del Profumo 2021. Tra i primi tre classificati anche il Profumo Solido di Abaton nelle profumazioni Chinotto Dark, Chinotto Gourmand e Fior di Chinotto e CK Everyone.
«L’attenzione agli aspetti ambientali – racconta Ambra Martone, Presidente di Accademia del Profumo – si sta espandendo sempre di più a tutti i livelli della filiera: dalle scelte di approvvigionamento delle materie prime, alle innovazioni introdotte nelle formule e nel packaging, alla riduzione degli impatti nelle fasi di distribuzione, vendita, consumo e fine vita. Si tratta di un grande lavoro, che coniuga ricerca scientifica, creatività e capacità di innovare. Con Accademia del Profumo, da sempre ci impegniamo a leggere e interpretare il tempo in cui viviamo e le trasformazioni sociali che lo contraddistinguono e che si riflettono sull’arte della profumeria. Abbiamo, quindi, voluto rendere merito agli sforzi delle aziende che si distinguono per il loro impegno nell’ambito della sostenibilità, uno dei grandi imperativi di questo momento storico».

LA GIURIA
Per esaminare i candidati e scegliere il vincitore, sulla base di rigorose evidenze documentali, è stata composta una giuria di qualità, formata da esperti del settore chimico e cosmetico e docenti universitari:
o Enrico Brena, sostenibilità, economia circolare, programma responsible care Federchimica
o Alessandro Brun, Sustainable Luxury Academy Politecnico di Milano
o Marco Frey, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
o Fabio Iraldo, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Università L. Bocconi
o Matteo Locatelli, vicepresidente Cosmetica Italia con delega allo sviluppo sostenibile
o Stefano Manfredini, Università di Ferrara
o Ambra Martone, presidente Accademia del Profumo

I CRITERI E LE MOTIVAZIONI
Il riconoscimento ha come oggetto l’innovazione di prodotto nei diversi ambiti in cui la riduzione degli impatti e i progressi sotto il profilo della sostenibilità possono concretamente realizzarsi. Sono, quindi, stati valutati benefici e miglioramenti, in termini di sostenibilità, direttamente riconducibili al profumo candidato e alla sua filiera di approvvigionamento.
Sulla base di questi criteri, la giuria di qualità ha reso note le motivazioni della scelta di ciascuno dei tre profumi sul podio:
MY WAY GIORGIO ARMANI Per aver adottato una visione completa di innovazione responsabile, basata su un approccio scientifico allo studio degli impatti ambientali del profumo con una logica di ciclo di vita e mirata a integrare sostenibilità della formula, del packaging e della filiera.
CHINOTTO DARK, CHINOTTO GOURMAND, FIOR DI CHINOTTO ABATON (PROFUMO SOLIDO) Per aver coniugato l’originalità e l’innovazione di un profumo solido con l’impegno alla riduzione degli impatti ambientali del suo imballaggio, attraverso dematerializzazione, ricaricabilità del flacone e attenzione alla scelta dei materiali.
CK EVERYONE Per l’impegno profuso nel garantire elevati standard di salute e sicurezza delle sostanze utilizzate lungo tutta la filiera di produzione, testimoniato dall’ottenimento di una
certificazione di terza parte indipendente.

«Questa prima edizione del riconoscimento – afferma Michela Melis, Senior Researcher del Green Economy Observatory dell’Università Bocconi – dimostra che anche il mondo del profumo sta crescendo nella consapevolezza della necessità di considerare la sostenibilità sin dalle prime fasi di ideazione del prodotto e quale componente sempre più centrale della sua realizzazione. In prospettiva, per le prossime edizioni sarà importante coinvolgere e stimolare la partecipazione attiva di un numero sempre più ampio di aziende».

Con l’obiettivo di mettere in luce le buone pratiche che l’industria della profumeria dovrebbe adottare al più presto, i giurati hanno indicato anche alcune linee guida a sostegno delle prossime
edizioni del riconoscimento e della presentazione delle relative candidature:

Importanza di un approccio rigoroso nella presentazione delle evidenze documentali a sostegno delle dichiarazioni e dei claim vantati in sede di candidatura;

Attenzione a non confondere le performance ambientali di un prodotto con le sue caratteristiche di naturalità/biologicità: la naturalità/biologicità di un prodotto – intesa come percentuale di ingredienti del prodotto finito di origine naturale/biologica, anche certificati – non equivale necessariamente a una migliore prestazione ambientale del prodotto rispetto a un prodotto analogo con percentuali più basse di ingredienti di origine naturale/biologica;

Attenzione al concetto di innovazione nella filiera: il tema va oltre gli aspetti connessi al controllo di qualità e di conformità di materie prime e ingredienti, per ricomprendere soprattutto innovazioni “visibili”, che si riflettono nel prodotto finito e/o nei suoi componenti (es.: attenzione al territorio, utilizzo di materiale riciclato, disassemblabilità dell’imballaggio, etc.);

Importanza dell’eliminazione del packaging secondario e, in generale, della riduzione degli imballaggi non necessari;

Rilevanza degli impegni che si sostanziano nell’ottenimento di certificazioni di parte terza indipendenti e autorevoli, basate su standard riconosciuti.

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