sfaccettature olfattive

sfaccettature olfattive2021-11-02T16:20:26+01:00

Le sfaccettature olfattive sono le categorie sotto le quali sono raggruppate le materie prime utilizzate per comporre una fragranza. Queste classi sono costituite sulla base di affinità di origine o di proprietà olfattiva delle sostanze.

La classificazione, introdotta alla fine del 19° secolo da Eugène Rimmel, permette di agevolare la scelta, il confronto e la comunicazione riguardante le sostanze odorose.

Per la soggettività della percezione olfattiva, il numero di sfaccettature olfattive può variare a seconda delle aziende e dei professionisti, ma in generale l’industria si trova concorde su queste classi (indicate rispetto al posto che occupano nella piramide, dall’alto verso il basso – le note più volatili sono in alto, diventano più persistenti man mano che si scende).

ambrata

È sempre più rara l’ambra grigia naturale (che proviene da calcoli intestinali del capodoglio) a causa della difficile reperibilità e dell’alto prezzo. In profumeria, si riproduce l’accordo ambrato essenzialmente costruito attorno alla vaniglia, al labdano, al benzoino e ai balsami del Perù e del Tolù. Olfattivamente, le fragranze di questa famiglia hanno sfumature sensuali e carezzevoli, avvolgenti ed eleganti.

Il primo profumo ambrato è Ambre Antique di François Coty, lanciato nel 1908, che crea una vera tendenza nelle fragranze degli anni ’20. Per decenni la nota ambrata è stata dimenticata, ma verso la fine degli anni ’80 alcuni marchi di nicchia come Maitre Parfumeur et Gantier, Serge Lutens e L’Artisan Parfumeur lanciano fragranze che mettono nuovamente in evidenza questo prezioso accordo. Tra i più conosciuti dei giorni nostri c’è Alien di Thierry Mugler.

È importante non confondere l’ambra grigia o gli accordi ambrati con l’ambra gialla o vegetale che è invece una resina che proviene dalla fossilizzazione dei vegetali preistorici e non possiede alcun odore.

Evocazioni: avvolgente, balsamico.

È anche famiglia olfattiva

agrumata o esperidata

Il nome “esperidato” deriva dalle ninfe greche del tramonto, le Esperidi appunto. In numero di tre, dovevano sorvegliare il giardino degli dei i cui alberi producevano mele d’oro (arance) che donavano l’immortalità e che Ercole, nel corso delle sue fatiche, rubò. Per gli antichi, questo giardino era situato ai piedi dell’Atlante.

Questa famiglia si riferisce alle composizioni ricche di agrumi, mediterranei e più tradizionali, come bergamotto, limone, mandarino, arancia e pompelmo, o più esotici quali kumquat, lime e yuzu.

Dalla scorza degli agrumi si ricava l’olio essenziale per spremitura: la nota che ne deriva è molto fresca e volatile. Alcune tecnologie più recenti permettono l’estrazione a freddo di tutte le parti volatili del succo dei frutti in lavorazione: gli estratti ottenuti in questo modo contengono una concentrazione di elementi aromatici di 150 volte superiore rispetto ai succhi freschi.

Nel 1988, con l’accordo dihydromircenol-agrumi, che diede origine a Cool Water di Davidoff, nasce la sfaccettatura nuova freschezza.

La famiglia agrumata ha preso vita dall’Aqua Mirabilis di Giampaolo Feminis per evolversi nelle acque di colonia più tradizionali tra le quali citiamo Acqua di Colonia 4711 e Acqua di Parma.

Evocazioni: freschezza, frizzantezza, allegria.

E’ anche famiglia olfattiva.

nuova freschezza

È costruita su un accordo agrumato al quale si aggiunge una molecola fresca (dihydromercenol), più persistente e più tenace degli agrumi naturali.

Il primo profumo creato utilizzando questa sfaccettatura fu Cool Water Davidoff (1988).

Posizione nella piramide olfattiva: note di testa

Evocazioni: grinta, freschezza vivace, forza fresca, persistenza.

aromatica

L’aroma è una sostanza vegetale odorosa utilizzata in medicina, in profumeria e in cucina. Da non confondere con le spezie, che sono usate prevalentemente secche, mentre gli aromi sono utilizzati freschi.

Sono preponderanti le piante aromatiche, provenienti principalmente dal bacino del Mediterraneo, che trasmettono freschezza e vivacità alle composizioni: timo, basilico, salvia, rosmarino, menta, basilico e anche le note tè. La lavanda è l’emblema della famiglia aromatica ed è stata molto utilizzata nelle composizioni all’inizio del 20° secolo.

È una famiglia molto naturale e apporta una nota fresca e campestre alle composizioni. Si sposa particolarmente bene con note marine e ozoniche per un effetto di grande dinamismo e un’impronta sportiva.

Dagli intramontabili English Lavender di Atkinsons del 1910 e Pour un Homme di Caron del 1934, questa categoria si è evoluta dai profumi monocorde, imperniati sulla lavanda, a composizioni più ricche e sofisticate, utilizzando una varietà più ampia di sfumature olfattive.

Evocazioni: freschezza, tonicità, pulizia, energia.

E’ anche famiglia olfattiva

verde

L’originalità di questa sfaccettatura deriva dal fatto che vi si possono ritrovare tutte le sfumature del colore verde, dalla foglia al fiore, fino al terreno erboso. Si può associare a tutte le famiglie, specialmente a quella fiorita, per conferire spontaneità alle composizioni.

I componenti naturali sono molto pochi – per esempio, il galbano – tante invece le molecole di sintesi come il triplal.

Posizione nella piramide olfattiva: note di cuore

Evocazioni: rugiada del mattino, natura, spontaneità.

aldeidata

È una sfaccettatura molto tecnica: non esistono componenti naturali ma solo molecole sintetiche.

Olfattivamente, l’evocazione è molto fresca e spesso è abbinata alle note fiorite alle quali dona grande ampiezza e slancio.

Fu Chanel N. 5 ad attribuire importanza a questa sfaccettatura: Coco Chanel chiese al creatore di fragranze Ernest Beaux di creare una formula per un profumo molto costoso che non potesse essere imitato da altri. Il profumiere utilizzò una dose molto elevata di gelsomino di Grasse che, però, rendeva la fragranza troppo dolciastra. A questo punto, grazie alle aldeidi, riuscì a riequilibrare la formula e a creare un profumo ancora oggi tra i più apprezzati.

Posizione nella piramide olfattiva: note di cuore

Evocazioni: slancio, ampiezza, brillantezza.

fiorita

Denominata anche floreale, è la famiglia delle fragranze femminili per eccellenza.

Dalla nota floreale semplice – chiamata soliflore – alla combinazione con altre sfaccettature, il caleidoscopio dei profumi fioriti offre un’infinità di sfumature, dalle più fresche alle più avvolgenti: se si utilizzano fiori opulenti – come il gelsomino, la rosa, l’ylang-ylang, la tuberosa – si avrà un effetto più ricco e intenso; con fiori di carattere più delicato – il neroli, il geranio, la fresia, il mughetto – si otterrà una freschezza più soave.

Oltre alla grande varietà di fiori, offerta dalla natura, in profumeria si utilizzano anche molecole di sintesi e riproduzioni per ricreare il profumo di fiori rari – e molto costosi – o troppo delicati per essere trattati con metodi di estrazione tradizionali. Si ottengono così delle fragranze con un tocco olfattivo più moderno.

Ogni fiore è stato fonte di ispirazione per i creatori e non sarà mai esauriente cercare di citarli tutti: la rosa cara alle creazioni di Parfums de Rosine; la violetta, esaltata da Ludovico Borsari nella Violetta di Parma;  Chloe e Giorgio di Beverly Hills lanciano la moda delle note intense di tuberosa; il gelsomino si delinea come il simbolo di Joy di Patou;  più fresco e primaverile, il mughetto segna la nascita di Diorissimo di Dior, mentre l’esotico ylang accende la seduzione di Fidji di Guy Laroche.

Il connubio tra fiori e aldeidi è, invece, alla base di grandi classici, eleganti e senza tempo: Chanel N. 5, Arpège di Lanvin, Vent Vert di Balmain, Chanel N. 19.

Infine, quando i fiori intensi e opulenti si legano a note speziate, legnose, gourmand, orientali o cipriate nascono fragranze sensuali e avvolgenti, ad alto carico seduttivo: intramontabili L’air du Temps di Nina Ricci, Amarige di Givenchy, L’Heure Bleue di Guerlain, Ombre Rose di Jean-Charles Brosseau.

Evocazioni: intensità, seduzione, ricchezza (se fiorita ricca); delicatezza, gioia, tenerezza (se fiorita fresca).

E’ anche famiglia olfattiva

fruttata

È una sfaccettatura che si sposa molto bene con altre come la fiorita e la chypre. Conferisce al profumo un carattere spensierato, felice e solare.

La particolarità di questa sfaccettatura è che esistono poche materie prime naturali fruttate: possiamo citare solo l’osmanto, la massoia e i germogli di ribes. Nonostante le nuove tecnologie, non sempre è possibile estrarre il principio olfattivo dei frutti per l’elevato tenore di acqua contenuto. Esistono tuttavia materie prime “semi naturali” realizzate con combinazione di naturale e sintetico.

Posizione nella piramide olfattiva: note di cuore

Evocazioni: sensazione vellutata, sole, delizia.

marina o acquatica

La sfaccettatura marina si è sviluppata negli anni ’90: comparve per la prima volta nei profumi New West di Aramis (sia nel maschile del 1988, che nel femminile del 1990), seguiti da Escape di Calvin Klein nel 1991.

Non esistono componenti naturali ma solo molecole odorose sintetiche. La sfaccettatura assume inflessioni ozoniche, oceaniche o acquatiche a seconda del contesto in cui il profumiere la usa.

Le sfumature acquatiche sono costruite utilizzando la sostanza Calone (methylbenzodioxepinone), scoperta dalla Pfizer nel 1966. Questa nota, il cui sentore è di “brezza di mare”, costituisce la base di molti profumi che si sono diffusi dalla fine degli anni ’80 e soprattutto nei ‘90: Cool Water di Davidoff (1988); L’Eau d’Issey pour Homme Issey Miyake (1994), Acqua di Giò Giorgio Armani (1996) solo per citarne alcuni.

Posizione nella piramide olfattiva: note di cuore

Evocazioni: trasparenza, libertà, spazio, vacanze.

speziata

I componenti naturali e di sintesi sono molto numerosi: le sfumature olfattive possono dare sensazioni di freschezza – grazie, per esempio, al coriandolo, allo zenzero, al cardamomo – oppure di calore, per l’utilizzo di cannella, cumino, chiodi di garofano, ecc.

È una sfaccettatura che conferisce molta personalità alle fragranze, con tocchi sensuali e intensi.

Posizione nella piramide olfattiva: note di fondo

Evocazioni: avvolgenza, profondità, piccantezza, intensità.

legnosa

La famiglia legnosa è caratterizzata da materie prime naturali (cedro, sandalo, vetiver, patchouli, muschio di quercia, …), da molecole di sintesi e riproduzioni. La varietà dei legni produce note più secche (cedro e vetiver), più morbide (sandalo, legni ambrati) o umide (foglie del patchouli).

Le note legnose conferiscono carattere, calore e ampiezza alla creazione.

Nelle composizioni maschili, i legni sono presenti da molto tempo e spesso costituiscono una specie di “colonna vertebrale” attorno alla quale si sviluppano le fragranze. Possono essere rinfrescate con sfaccettature aromatiche, marine o agrumate, o rese sensuali e avvolgenti con tocchi speziati, cuoio, orientali, fruttati o gourmand e cipriati.

Capostipite senza tempo, Pino Silvestre di Vidal avvia la stirpe dei legnosi freschi, seguito negli anni da Fahrenheit di Dior con sfaccettature vegetali e fiorite, da Kenzo pour Homme con una nota di testa marina e da Déclaration di Cartier con le sue vivaci spezie fresche.

Sono proprio le spezie, quelle più tradizionali e secche presenti negli storici Vetiver di Guerlain e Egoïste di Chanel a infondere alle composizioni una venatura intensa e voluttuosa.

Per declinazioni al femminile bisognerà attendere gli anni ’90 con Feminité du Bois di Serge Lutens per sentire un accordo legno di cedro-sandalo. In abbinamento con note fiorite o muschiate gli accordi legnosi danno vita a fragranze sottili e originali, di elitaria raffinatezza.

Negli ultimi anni, si sta diffondendo in maniera decisa una nuova generazione di note: i legni ambrati.

Nascono nel 1949 grazie al direttore della ricerca di Firmenich, Max Stoll, che scopre l’Ambrox, un isomero dell’ambra grigia. Agli inizi degli anni ’80, Firmenich rende pubblici i brevetti su questa molecola dando così l’opportunità ad altre aziende di iniziare la ricerca e poi la produzione di nuove versioni, decretando di fatto la nascita dell’espressione “legni ambrati”.

La parola ambrato, in questo caso, non fa riferimento all’universo delle note ambrate ma bensì è un termine generico che raggruppa una famiglia di molecole dalle particolari proprietà: sono raggruppate sotto questo termine molecole dall’odore legnoso, ardente, pungente e intenso come il Cashmeran, il Cédramber, l’Iso E Super, il Karanal, l’Amber Xtreme, il Lorenox.

Sono molto apprezzate soprattutto per le loro proprietà di persistenza e di diffusione.

Evocazioni: sicurezza, calore, equilibrio.

E’ anche famiglia olfattiva

fougère

Si tratta di una vera e propria “struttura” caratterizzata da un accordo di base di lavanda, geranio, vetiver, muschio di quercia e cumarina o fava tonka, al quale si aggiungono sfumature più o meno fresche che ne esaltano la personalità. Può essere interpretato in vari modi a condizione di rispettare lo schema di base.

Fougère Royale di Houbigant, creato nel 1882, è all’origine del nome di questa famiglia di profumi maschili: si tratta di una denominazione di fantasia che nulla ha a che vedere con l’odore della felce (traduzione letterale del francese fougère).

Il carattere virile e rassicurante delle composizioni ne ha determinato l’ampio successo riscontrato presso il pubblico maschile, creando gli indimenticabili Azzaro pour Homme, Drakkar Noir di Guy Laroche e Tsar di Van Cleef & Arpels.

Evocazioni: sicurezza, raffinatezza, grande classico maschile.

E’ anche famiglia olfattiva

cipriata

Questa sfaccettatura è nata nei primi anni del ‘900. Fu Guerlain con la “Guerlinade” (una base composta da bergamotto, rosa, gelsomino, vaniglia, fava tonka e iris) che diede inizio alla tendenza dei profumi cipriati con L’Heure Bleu del 1912.

I profumi con note cipriate danno sensazioni avvolgenti e calorose che arrivano da materie prime sintetiche o naturali: eliotropio, fava tonka, cumarina e iris, la materia prima naturale più preziosa di questa sfaccettatura.

Attenzione a non confondere cipriato con chypre!

Posizione nella piramide olfattiva: note di fondo

Evocazioni: morbidezza, eleganza, intimismo.

orientale

Il termine orientale è utilizzato per definire sensazioni olfattive molto avvolgenti, lussureggianti, evocazioni di mondi lontani da dove provengono odori quasi sconosciuti.

La struttura orientale è un accordo di materie prime costruito attorno a note vanigliate e speziate e al patchouli. Se unite a sfaccettature cipriate, muschiate, speziate o legnose sono strutture di forte impatto, avvolgenti e sensuali. Le versioni più fresche, invece, si associano a una componente più leggera (aromatica, fiorita) e sono definite “semi-orientali” o “florientali”.

I primi profumi di successo di questa famiglia furono Habanita di Molinard del 1921e Shalimar di Guerlain del 1925, seguiti da Opium di YSL e Samsara di Guerlain.

Angel di Thierry Mugler del 1992 è stata la prima composizione ad affiancare alla nota orientale l’innovativa sfaccettatura gourmand, una tendenza seguita da Lolita Lempicka e molti altri e che trova tuttora grande riscontro.

Evocazioni: sensualità, calore, superbia.

E’ anche famiglia olfattiva.

gourmand

Questa sfaccettatura ci riporta dolcemente all’infanzia. Si traduce in note olfattive dai sapori zuccherini che ci ricordano l’universo della confetteria.

La parola gourmand è entrata nel linguaggio descrittivo dei profumi con Angel di Thierry Mugler del 1992. Mugler desiderava ritrovare i sapori dell’infanzia e creò quindi una fragranza dei ricordi zuccherati e sensuali. Conquistò così una larga parte di pubblico, lanciando la moda del profumo gourmand.

Il caramello, il latte caldo, il cioccolato, il caffè, la liquirizia, la nocciola sono le note utilizzate: si usano sia materie prime naturali sia sintetiche.

Posizione nella piramide olfattiva: note di fondo

Evocazioni: morbidezza, sapore, maliziosità, ottimismo.

chypre

Questa sfaccettatura è un accordo storico costruito attorno al bergamotto, la rosa, il gelsomino, il patchouli, il labdano, il muschio di quercia.

Il profumo che diede vita a questa sfaccettatura fu Chypre di Coty del 1917 e, fin dal suo esordio, fu fonte di ispirazione per molte creazioni successive. Attualmente, la struttura ha assunto un carattere più moderno con la sostituzione di alcuni componenti (come, ad esempio, il gelsomino) con molecole di sintesi che danno maggiore slancio alle composizioni.

E’ nelle note di fondo della piramide olfattiva.

Alcune parole per evocare questa sfaccettatura: eleganza raffinata, senza tempo, aristocratica.

cuoio

Le prime note cuoio venivano dall’infusione dei ritagli degli stivali dell’Armata Rossa, recuperati dai maestri guantai profumieri di Grasse. Questo cuoio era conciato con cortecce di betulla che resta, d’altronde, la materia prima principale della nota cuoio in profumeria.

Dal 1920 al 1960, questa sfaccettatura è stata molto di moda, utilizzata sia nei profumi maschili che nei femminili. Raggruppava le note animali come lo zibetto, il castoreum, l’ambra grigia, il musk e le note cuoio come la betulla e il cisto così come le note tabacco.

Oggi le materie prime animali non sono più usate perché vietate dalla legge. Oltre a betulla e cisto, quindi, si realizzano accordi con molecole di sintesi.

Posizione nella piramide olfattiva: note di fondo

Evocazioni: esplosività, unicità.

muschiata

Analizzando la composizione del musc in grani, materia prima di origine animale, i chimici scoprirono una molecola dall’odore dolce, rotondo e caldo. Nasceva così la nota muschiata.

Successivamente, sono state sintetizzate diverse molecole odorose – per esempio, galaxolide, musk T, habanolide – diventate un elemento irrinunciabile nella profumeria moderna.

Posizione nella piramide olfattiva: note di fondo

Evocazioni: calore, rotondità, purezza.

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