In quali profumi si avverte in maniera predominante l’odore del talco?

L’odore del talco nell’industria della profumeria è associata alla sfaccettatura cipriata, una tendenza che ebbe inizio nei primi del ‘900 con L’Origan di Coty, Après l’Ondée e L’Heure Bleue di Guerlain. Negli anni successivi è stata utilizzata in numerose creazioni femminili e in alcuni rari casi maschili, sino al 1980, quando con Ombre Rose di Jean Charles Brosseau si evidenzia una svolta di modernizzazione con l’aggiunta di un tocco di muschio sintetico. Le fragranze dalla sfaccettatura cipriata evocano la cipria, i ricordi della nonna, un mondo elegante e prezioso. 

La materia prima apripista di questa sfaccettatura è l’iris, dal cui rizoma essiccato si ricavava in passato la polvere per viso nota come cipria. Il burro di iris viene utilizzato nella creazione di profumi cipriati insieme a materie prime naturali come il calamus e la carota e a molecole di sintesi come l’eliotropina, la cumarina e il metilionone. Quest’ultima molecola, scoperta nel 1898, oltre a sviluppare il tipico effetto avvolgente della cipria, è stata spesso utilizzata per evocare il profumo dei petali di violetta.

Sono note che posseggono un’elevata persistenza e che quindi si svelano nella composizione di un profumo solo dopo un po’ di tempo, costituendo la personalità di fondo calda, rotonda e avvolgente.