Il profumo seduce e appaga i sensi. I suoi elementi – la confezione, la comunicazione e la fragranza – sono tra loro indissolubili.
Nel “dietro le quinte” della produzione si racconta la creazione del profumo, dal pensiero creativo alla scelta dei materiali, fino alla presentazione al pubblico. Il prodotto nasce grazie a metodi sempre più evoluti, con attenzione ai programmi di sostenibilità, al fair trade, alla biodiversità, al lusso etico e all’ecologia.

La relazione con il profumo è intima e individuale.

L’atto di profumarsi rivela il desiderio di esprimere sensazioni e stati d’animo e stabilisce una forma di comunicazione non verbale con il mondo esterno. Per appagare queste attese emozionali, il compositore di fragranze – che in gergo si chiama “naso” – ha a disposizione diverse migliaia di materie prime, in continuo aumento, che costituiscono le lettere di un alfabeto sensoriale con cui scrivere messaggi olfattivi e concepire miscele uniche e armoniose.

La professione di “naso” è molto sfaccettata, un complesso equilibrio tra conoscenze tecniche, chimiche e scientifiche, e un bagaglio artistico composto di sensibilità, esperienze di vita e talento. Il tutto acquisito in un lungo percorso di apprendimento e di sperimentazioni, costruito con pazienza, memoria e passione per una forma sofisticata di espressione.

Sostanze naturali, sintetiche e accordi che riproducono odori esistenti in natura offrono al creatore una estesa palette di componenti dalle proprietà tecniche peculiari.

Il regno vegetale è la fonte più ricca e impensata di sostanze odorose naturali: scorze di agrumi, petali di fiori, erbe aromatiche, resine, legni, foglie, semi, sottoposti a lavorazioni sempre più sofistiche conferiscono ricchezza e autenticità. Per ogni specie viene identificata la parte che contiene l’odore ottimale e il raccolto e il successivo trattamento sono progettati in modo da preservarne la qualità.

Complemento indispensabile delle sostanze naturali e compensazione di quanto la natura offre in modo variabile e discontinuo, sono le molecole di sintesi, dalle origini e ispirazioni diverse: quelle isolate dalle piante stesse (come la cumarina isolata dalla fava tonka) e quelle “artificiali”, frutto di pure reazioni chimiche e senza corrispondenza in natura (come le aldeidi o le note ozoniche).

La provenienza geografica delle materie prime

Differenze climatiche e geologiche favoriscono aree di coltivazione in tutto il globo determinando eccellenze alle quali attingono le case produttrici di materie prime con acquisti di sostanza grezze o stabilimenti di lavorazione.

Italia | Toscana – iris Iris Pallida o Iris Florentina
E’ il fiore simbolo della città medicea nonostante la pianta sia originaria della Macedonia. Quando è fresco, il rizoma (il fusto sotterraneo) dell’iris non ha praticamente odore che, invece, si sviluppa dopo l’essiccazione e molti mesi di conservazione. Se ne lavora il rizoma polverizzato per ottenere un essenza ricca di acidi che ne provocano la solidificazione e determinano l’appellazione di “burro”.  È la sovrana delle note cipriate dal l’impalpabile fascino retròL’altra specie botanica l’iris germanica cresce in Marocco e in Cina.

 

 

Asia | Thailandia – benzoino Styrax Benzoin
Sopranominato anche “lacrime del Siam”, è la goccia resinosa (lacrima) di un arbusto originario del Sud-Est asiatico portato in Europa nel 16° secolo. Le aree di produzione più conosciute sono quelle del Siam, del Laos, Vietnam, della Cambogia, Cina, Tailandia di Sumatra e di Giava. Il benzoino è uno dei componenti indispensabili dell’accordo ambrato. E’ apprezzato per le sue sfumature vanigliate, cremose, un po’ gourmand. La sua impronta calda e sensuale conferisce rotondità e tenuta ai profumi.

 

Africa | Madagascar – ylang ylang Cananga Odorata
La pianta è nativa delle Filippine e dell’Indonesia e cresce comunemente nelle isole della Polinesia, Melanesia e Micronesia. La qualità migliore proviene dal Madagascar.
È il fiore della seduzione che decora i capelli delle donne e profuma gli harem. I suoi petali sono cosi ricchi di sostanze odorose che possono resistere a tre lavorazioni successive rilasciando profumi dalle tonalità diverse ma sempre messaggeri di esotismo e di solarità.

Australia – sandalo Santalum Album
E’ usato in India da millenni e bruciato all’interno dei templi per profumare e pulire l’aura dei luoghi e delle persone. Oggi in India è una specie protetta e si sono cercate altre fonti di approvvigionamento. Attualmente se ne sta sviluppando la coltivazione in Australia, nell’area di Mount Romance. Sono utilizzati frammenti del legno essiccati che, dopo la lavorazione, rivelano un profumo secco dalle sfumature lattee che conferisce sensualità a composizioni sia maschili che femminili.

Sud America | Bolivia, Perù – bacca rosa Schinus Molle
E’ conosciuto comunemente come pepe rosa o falso pepe, nome dovuto al fatto che il suo frutto somiglia molto nella forma a una bacca di pepe anche se possiede un caratteristico colore rosa. L’albero è originario degli altopiani di Bolivia, Perù e Cile dove è utilizzato a scopi medicinali e religiosi. I sacerdoti aztechi ne ricavavano una mistura sacra per i loro rituali. Dalle bacche essiccate si ricava un’essenza fresca e piccante che infonde dinamismo e slancio alle fragranze speziate.

Queste specificità hanno negli ultimi anni riscontrato uno sviluppo notevole tramite la concretizzazione di o accordi di partenariato tra produttori internazionali e coltivatori locali.

I processi di trasformazione delle materie prime naturali

Gli artigiani e le industrie produttrici hanno messo a punto nel tempo processi di lavorazione diversificati per ricavare le migliori sostanze odorose dalle piante a seconda del loro stato fisico. Ogni processo dà origine a risultati olfattivi diversi che consentono di ampliare la collezione di componenti a disposizione del creatore.

Spremitura o espressione | è il sistema più comunemente usato per gli agrumi. Le ghiandole oleifere della buccia sono compresse da un torchio o aperte con raspe e l’olio liberato è trascinato con corrente d’acqua per poi separarsene per centrifugazione. Più recentemente si procede con la spremitura tramite torchio idraulico dove gli agrumi vengono sminuzzati e la loro polpa distillata a vapore.

Distillazione con vapore acqueo | è una tecnica antichissima, di cui Egizi e Romani conoscevano il principio, che fu perfezionata nel Medioevo dagli Arabi. La maggior parte delle molecole odorose racchiuse in un fiore, una resina, un baccello possono essere trasportate dal vapore.

In una caldaia (alambicco) le sostanze vengono mescolate con acqua che, portata a ebollizione, si trasforma in vapore e passa attraverso le sostanze odorose caricandosi di olii essenziali. Questo “vapore odoroso”, convogliato a una lunga serpentina immersa in un contenitore di acqua fredda, si condensa e per differenza di densità l’olio essenziale viene separato dall’acqua. Si ottiene così un olio essenziale o essenza, dalle tonalità leggere e mediamente volatili.

Sullo stesso principio sono stati messo a punto la distillazione molecolare che, procedendo sotto vuoto a temperatura più bassa, consente di ottenere essenze di maggiore limpidezza e il frazionamento che, con ripetute fasi di distillazione, permette di isolare le varie frazioni di un olio essenziale per mantenere solo le sezioni più nobili e procurare delle materie prime di grande finezza e qualità.

Estrazione con solventi volatili | sviluppato grazie all’evento della chimica, il procedimento fu presentato per la prima volta nel 1873. Può essere applicato sia a sostanze fresche che secche.

In un apposito recipiente, detto estrattore, si effettuano ripetuti lavaggi della materia naturale con un solvente volatile (ad esempio l’esano) che solubilizza il principio olfattivo, le cere e i pigmenti e si elimina per evaporazione. Al termine della prima fase si raccoglie la concreta, concentrato profumato e colorato più o meno solido, che potrà essere utilizzato nella stessa forma dai profumieri se proviene da una resina o gomma (resinoide) o subirà una successiva estrazione con alcool se proviene da piante fresche per procurare dopo diverse filtrazione il ricco e persistente assoluto.

Erede di questo processo, la più recente estrazione super critica che, utilizzando l’anidride carbonica sotto forma liquida al posto del solvente, dà origine a assolute di estrema purezza e poco colorate.

I nuovi sviluppi dei processi produttivi

L’evoluzione dei gusti dei consumatori verso sentori sempre più genuini, la ricerca di odori sempre più esclusivi e insoliti, la crescente sensibilità ecologica della società, attenta a proteggere risorse e specie a rischio di estinzione, hanno spinto le industrie produttrici a sviluppare tecnologie sempre più perfezionate e istituire collaborazioni eco-consapevoli.

Ci sono sostanze che rilasciano splendidi odori che nessun metodo di estrazione è in grado di catturare. La frutta ne è un esempio, le golosità anche. Ci sono piante che non si prestano a coltivazioni estensive. La natura procura già molte risorse ma non è in grado di rinnovarsi a una velocità tale da soddisfare i bisogni.

Per attingere a nuove ricchezze, senza danneggiare il delicato equilibrio ecologico, le aziende leader di settore hanno elaborato nuove soluzioni, eccone alcuni esempi.

Grazie al Jungle Essence® di MANE, con un dispositivo sotto pressione, e l’ausilio di uno speciale solvente inerte e inodore, si estraggono a freddo i principi odorosi non solo delle piante ma anche di qualsiasi sostanza che abbia un odore, con estrema fedeltà.

Un’altra tecnologia d’avanguardia, il cui principio è stato identificato negli anni ’70, è l’Head Space che consiste nell’assorbire l’aria profumata attorno a una pianta, tramite micro-ricettori, per recuperarla e sottoporla a un’analisi molecolare che consente di ricostituirne l’odore.

Ogni casa essenziera ha poi sviluppato e brevettato delle tecniche sofisticate derivate da questo principio primario.

Vitessence® di Symrise: grazie tecnica Scent Trap ogni odore può essere raccolto in qualsiasi parte del mondo nell’habitat naturale della specie. La frutta costituisce un ambito molto ricco di nuovi spunti.

Scentrek® di Givaudan: sviluppata nel 1996 la tecnologia ha consentito di esplorare, tra molte altre, le specie autoctone della foresta Amazzonica.

Livings® di IFF: dal 1985 IFF ha avviato un programma di analisi di odori di piante rare cresciute nel loro speciale centro botanico. Da allora ha esteso le tecniche per catturare gli odori della vita quotidiana.

Tali sviluppi ancora una volta apportano nuova linfa alla creatività nel pieno rispetto dell’ambiente.

Rispetto è anche il principio fondante di una tendenza sempre più diffusa: il Fair Trade

Per favorire e mantenere l’eccellenza territoriale per la coltivazione di specie botaniche specifiche, le maggiori aziende produttrici hanno instaurato con le popolazioni locali relazioni di commercio eco solidali che prevedono l’osservanza d’impegni etici importanti:

  • acquisti a prezzi e quantitativi minimi garantiti
  • contratti di lunga durata (pluriennali)
  • consulenza rispetto ai prodotti e le tecniche di produzione
  • divieto del lavoro minorile
  • impiego di materie prime rinnovabili
  • finanziamenti per la formazione e l’educazione

Tali collaborazioni hanno sostenuto lo sviluppo delle economie e delle competenze originarie e arricchito il patrimonio olfattivo globale con il patchouli dell’Indonesia, il vetiver di Haiti, l’ylang del Madagascar, il benzoino del Laos e tanti altri tesori.

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