giornata nazionale del profumo

ecco i vincitori 2017

#MemorieProfumate - foto vincitrici

#MemorieProfumate

ecco i pensieri di addetti ai lavori, personaggi dello spettacolo, stampa e blogger per celebrare con noi la Giornata Nazionale del Profumo

  • Mariangela Rossi
    Lifestyle & Travel writer
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    Potrei narrare di ricordi olfattivi per ore, partendo da una nonna appassionata e dalle lunghe estati da bambina che profumavano di fiori e spensieratezza. Ma preferisco soffermarmi su un momento preciso, nel 2016. Ero in Bhutan e dopo l’ascesa verso il Chimi Lhakhang, dedicato al Lama Drukpa Kunley, lo sguardo si è fermato su due giovani monaci, tra il profumo inebriante di un mix tra incenso, cera calda e offerte di fiori che usciva dall’interno del tempio. Intorno, piantagioni terrazzate di riso rosso, foreste di cedri e fioriture di magnolie, jacarande lilla e rododendri. Perfetto, magico. Un anno è passato, scandito da altri viaggi, libri, storie e incontri “fragranti”, tutti diversi. Ma l’amore per il profumo è rimasto lo stesso. Mi emoziona come sempre, aiutandomi a scoprire la bellezza dei luoghi che poi racconto e continuando a darmi un senso di protezione ogni giorno. In sintesi, a farmi stare bene.
  • Vanessa
    Don't Forget The Mirror
    anemptytextlline
    Il profumo di certi luoghi e di certi momenti resta impresso per sempre nella memoria, legato a doppio filo a quell’attimo, a quella persona. Appiccicato addosso, sulla pelle, il ricordo mi sorprende a un tratto, emozionandomi e portandomi lontano, facendomi arrossire. A volte mi coglie impreparata, memoria crudele quando mi parla di qualcuno perduto. Il profumo di certi luoghi e di certi momenti inganna: li rende ancora più belli, li esalta o a volte li sfuma, li attenua. Il profumo di certi luoghi: il viale alberato, avvolto nell’odore persistente dei pini, la delicatezza del pane con la ricotta e lo zucchero sopra, la lavanda nei cassetti. E nella scatola della mia memoria, una cartolina, un saluto, un augurio, tante lettere. Quando ero ragazza ci vivevo racchiusa, a crogiolarmi in questi ricordi, ora li racchiudo in fiumi di inchiostro in lettere d’amore o digitando senza sosta questi tasti. E c’è chi invece li racchiude in pregiate bottigliette e ne fa fragranze…
  • beauty marina D
    Marina Donato
    beauty MarinaD
    anemptytextlline
    Profumo di Tramonto. Il mare increspato veste i colori del cielo, irradiato dagli ultimi raggi del sole. La brezza marina si fonde con la scia inebriante del pitosforo in fiore, mentre la palla di fuoco scompare tra i flutti
  • Luciano Parisini
    Daily Luxury
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    Avevo quarant’anni nel 1973. Giornalista affermato, già di lungo corso, facevo il gallo per una stupenda gallina di trent’anni anni. Azione segreta ovviamente, nessuno sapeva, figuriamoci a casa! Era tempo in cui si difendevano gli uomini dall’ira (a schiaffi) delle donne. Azione in trasferta la mia; andata e ritorno in mattinata, sfruttando gioiosi, invitanti appuntamenti. E quindi, manco a dirlo, il primo giorno di primavera. C’è il cielo azzurro, ci son le margherite, l’aria, quella che ti carpisce l’esaltazione da uomo che sa e fa, senza problemi. Ventun marzo: lei mi aspetta con Samsara, quello d’allora, che porta in quelle quattro lettere finali il suo nome: Sara. In Italia non ancora in commercio, se non ricordo male, almeno nelle profumerie dove mi facevano lo sconto. Senza Samsara, quindi, ma se c’è amore… Ma l’amore spesso è impertinente e sa esserlo senza Samsara. Che non c’è: c’è invece un messaggio che risponde al mio piagnucolato preannuncio di mancanza profumo “e, pensa, a nome tuo, cara, scusami”. Risposta esplicita e con testimonianza di mamma solerte: “Lascialo perdere quello lì: non ha nemmeno quattro soldi per un profumo! Via via! E poi, dove scrive? che giornalaio è?”. Ero un bravo un delfino (?) dicevano. Sbagliato: ora delfino sta per cretino. E Sara non c’è. Direbbe Nek: secondo mamma non c’è…
  • Marika Vecchiattini
    Marika Vecchiattini
    Bergamotto e Benzoino
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    Quando avevo dieci anni circa, il sabato mi facevo portare da mia madre alla Rinascente di Genova, perchè lì c'era un reparto "Profumi" che mi attirava come miele. Mi aggiravo tra gli scaffali e spruzzavo a più non posso, inebriandomi di fragranze stupende. Non vedevo l'ora di essere grande per comprarmi i profumi che tanto amavo: Guerlain, Dior, Yves Saint Laurent… Ovviamente non volevo mai andare via e mia madre dopo un po' doveva portarmi fuori di peso. Uscivo profumata in maniera imbarazzante, e per tutta la settimana non riuscivo a pensare a nient'altro.
  • the beauty cove
    Grace Gazzola
    The Beauty Cove
    anemptytextlline
    Ricordi? La vita profuma. Amo le idee fumose, che affiorano lentamente alla mente attraverso cortine dense di pensieri e ricordi. Mi piacciono gli odori del passato, i tessuti che si impregnano di fragranze che si tramandano, gli angoli in ombra, i percorsi segreti su rugosi pavimenti in cotto, le grandi ceste di salice intrecciato cariche di ciocchi da ardere posate davanti a camini maestosi. Mi piacciono le finestre aperte su aie assolate invase dai fiori, dove i frutti asciugano adagiati su teli candidi tra macchie di rosmarino e mentuccia e il vento distratto che li sfiora senza cura, inconsapevole di trasportare scie di inebriante beatitudine. Mi piacciono le strade sterrate tra i campi, percorse in bicicletta, l'aria ribelle che odora di libertà e solleva polvere e stelle di tarassaco. Mi piacciono le biblioteche chiuse, l'odore della carta dentro copertine di marocchino e il profumo del tempo dimenticato tra le pagine scritte. Mi piacciono i letti di lino bianco, le spighe di lavanda, la luminosa nostalgia di cere racchiuse in vetri ambrati, le tende alte e pesanti da tenere socchiuse, le lame di luce curiose che tagliano in due il soffitto. Mi piace l'odore del pane, il fare di mani veloci su taglieri di legno robusto. Mi piacciono le materie pure, grezze, intatte e l'attenzione dei gesti educati, lenti, che rispettano le tradizioni, la cura dei dettagli all'apparenza irrilevanti. Mi piacciono i mondi invisibili, gli universi personali, i paradisi di unicità, gli sguardi d'intesa davanti ad un calice alzato, le belle tavole di pizzi, il candore delle occhiate materne, le porcellane antiche, la convivialità ciarliera da tagliare a fette. E i profumi che parlano, questi profumi, che sanno solo d'amore, il tabacco del nonno, il vassoio carico di pesanti bottiglie di cristallo coi liquori, le violette di zucchero, i fiori freschi tutti i giorni nei vasi, i belletti e le boccette aulentissime misteriosamente nascoste, i dolci al miele da spartirsi con quell'egoismo tenero di bimbo. Oro puro dei sensi, momenti di preziosa incancellabile memoria, che impregna l'anima e distilla infinite emozioni. Ricordi? La vita profuma.
  • Robyberta - Roberta Scagnolari
    Roberta Scagnolari
    Robyberta Smilemaker
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    Per un periodo della mia vita, non troppo lungo ma nemmeno troppo corto per una ragazzina di appena 15 anni, sono stata lontana da casa. Ero a uno scambio culturale e mi trovavo in Francia, lontana dalla mia famiglia in un paese dove parlavano una lingua che stavo imparando. Stavo bene ed ero stata fortunata sia per la famiglia che mi stava ospitando sia per la mia corrispondente, una ragazza con la quale a distanza di 20 anni mi sento ancora. Ma ero sola, lontana da casa, lontana da amici, genitori e parenti. Per l’occasione avevo con me una linea di prodotti tutti alla rosa. Prodotti che profumavano tantissimo. Associo quel profumo di rosa a quel periodo e in alcune circostanze se sento quello stesso profumo si scatena nei miei ricordi un po’ di ansia mista a indipendenza e forza. E’ stata una bellissima esperienza quella dello scambio, un passo che ha portato forse ad alcuni cambiamenti nella mia vita, stavo facendo una cosa totalmente da sola per la prima volta nella mia vita e ci stavo riuscendo bene. La rosa è un profumo in continuo contrasto con la mia anima, sono venuta a conoscenza che ne esistono tantissime tipologie e che associate a diverse fragranze, o ad altre materie/fiori/spezie, si trasformano e sono in grado di risvegliare in me quella forza e quell’indipendenza che porto con me fin da quell’anno, da quello scambio culturale da quell’esperienza che in fondo mi ha cambiata. Non sopporto l’odore di quella stessa rosa se utilizzato in modo molto vivo o se intenso ma se mixato ad altro lo adoro. Ho scoperto che alcuni dei miei profumi preferiti utilizzati negli anni contengono proprio quella rosa che, resa intensa grazie ad ambra, muschio o sandalo, me li fa portare benissimo e me li ha fatti amare. Quando ho conosciuto mio marito indossavo proprio quel profumo, diventato un ricordo per entrambi e anche nel giorno del nostro matrimonio ho voluto indossare lo stesso profumo, un piacevole ricordo che mi da forza, sempre.

Luciano Bertinelli sulla Giornata Nazionale del Profumo