agrumi

 

Con il termine generico di agrumi si intendono le piante appartenenti alla famiglia delle rutacee che comprende i più “nostrani” arancia, arancia amara, bergamotto, cedro, limetta, limone, mandarino e pompelmo e varietà e ibridi di importazione più recente come kumquat (originario della Cina, detto anche mandarino cinese, più piccolo del suo corrispettivo europeo), yuzu (un limone dolce molto usato dai giapponesi) e lime (originario del Sudest asiatico, Messico, America Latina e Caraibi).

In profumeria, gli olii essenziali ricavati per spremitura dalle scorze dei frutti, appartengono alla sfaccettatura esperidata (o agrumata, o citrus) che deriva il suo nome dalla mitologia greca. Le Esperidi erano infatti delle ninfe che custodivano un magico giardino ricco di frutti dorati, le arance.

Apportano alle composizioni note frizzanti e vivaci, solari, fresche e toniche.

Arancia
L’albero dell’arancia dolce è originario delle zone al confine tra la Cina e il Vietnam e fu importato a Haiti da Cristoforo Colombo nel 1493 diffondendosi poi in tutte le Antille. Attualmente cresce nelle zone tropicali e sub-tropicali.
Il suo fiore, bianco e profumato, genera il frutto la cui scorza contiene piccole ghiandole piene di olio essenziale.

Bergamotto
E’ più piccolo di un’arancia media, dalla buccia liscia e sottile, per lo più di colore verde.
Il bergamotto, forse un incrocio naturale tra l’arancio amaro e il limone o la limetta acida, è una coltura tipica della Calabria dove, per tutela del territorio, è nato il “Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria”, che sperimenta nuove tecnologie di produzione, dopo la crisi di commercializzazione (anni ’60-’70) dell’essenza del bergamotto dovuta alla produzione sintetica.
Viene citato anche da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo” “… il cameriere si sollevò sulla punta dei piedi per infilargli la rendigote di panno marrone; gli porse il fazzoletto con le tre gocce di bergamotto .”

Cedro
E’ un frutto molto grande rispetto agli altri agrumi e ha una buccia molto ruvida e spessa che costituisce fino al 70% del frutto.
Ha le sue origini nell’Asia sudorientale e giunse in Europa in tempi remoti. Anche in Italia la conoscenza del cedro è molto antica.

Clementina
Appartiene al gruppo dei mandarini ed è anche comunemente conosciuta col nome di mandarancio, probabilmente per il fatto che si ritiene sia un ibrido tra arancio e mandarino:  dell’arancia ha il gusto più simile, al mandarino assomiglia come albero e frutto.

Limone
E’ uno degli agrumi più conosciuti per la sua acidità, per le proprietà antisettiche e per il suo alto contenuto di vitamina C.
Originario dell’India, il limone arrivò in Cina circa 3000 anni fa. Attorno al 10° secolo il limone giunse in Europa attraverso la penisola iberica e l’Italia.

Mandarino
E’ un agrume dalla polpa zuccherina e profumata. La pianta è un arbusto che cresce spontaneamente nel sud est asiatico e specialmente in Cina; in Europa arriva all’inizio del 19° secolo, importato dall’Indocina come una pianta rara.

Pompelmo
In Giappone si utilizza il pompelmo da più di 4000 anni, come idratante e purificatore della pelle.
Arrivato in Florida e in Giamaica verso il 1800, la sua coltivazione si è poi estesa conoscendo momenti di gloria nel 1930 quando divenne popolare una dieta snellente “miracolosa” a base di pompelmo e poi, agli inizi degli anni ’80, fece la sua apparizione un nuovo regime alimentare a base di pompelmo (la “dieta di Hollywood”).
Il pompelmo è un albero coltivato essenzialmente in America settentrionale (Florida, California, Texas), in Brasile, nelle Antille e in Israele.

Chinotto

L’albero raggiunge al massimo i 3 metri e ha rami spesso diritti con ramificazioni brevi e compatte. Le foglie sono piccole, coriacee, e ricordano quelle del mirto, da cui il termine specifico derivato dal latino. Unico tra i citrus, il chinotto è privo di spine

Il fiori sono piccole zagare bianche che crescono sia in gruppi alle estremità dei rami, sia pure con singoli fiori vicini allo stelo. Questo particolare rende la pianta molto piacevole a vedersi, per cui viene spesso coltivata in vaso come pianta ornamentale.

I frutti, arancioni nella maturità, sono piccoli e schiacciati ai poli, hanno un succo molto amaro e acido. Come la maggior parte degli agrumi, anche i chinottini possono aspettare a lungo sulla pianta prima di venir colti. Sembra anzi che al chinotto spetti il primato, dato che si dice possa rimanere sul ramo fino a due anni. Normalmente i frutti maturano alla metà di giugno. 

Dalle foglie e dalla scorza si estrae un olio essenziale utilizzato in moltissime declinazioni, anche nell’ambito della cosmetica e della profumeria. I frutti del chinotto, ricchissimi di effetti benefici, appaiono verdi, gialli e arancioni, a seconda della maturazione. Al naturale sono molto amari ma, sapientemente lavorati, diventano squisite prelibatezze e una piacevolissima bibita.